Salernitana-Cosenza nell’ immaginario dei tifosi granata e rossoblu è sempre stata una “partita speciale” tra due piazze che da anni nutrono vicendevolmente un profondo “odio calcistico” ma anche una “sorta di rispetto” dovuto al fatto che parliamo comunque di due delle tifoserie più calde del Sud Italia. Un vero peccato che gli errori delle rispettive società abbiano trasformato Arechi e San Vito in due cattedrali nel deserto, al punto che lunedì sera si rischia davvero di scendere in campo in un clima freddo, con restrizioni ormai assurde all’indirizzo degli ospiti e il popolo salernitano che diserterà in massa in segno di dissenso nei confronti dell’attuale proprietà. Nei precedenti scontri allo stadio “Arechi” c’è sempre stato un clima rovente sugli spalti.

Anche quando i supporters granata, in aperta protesta con il presidente Lotito, fecero sapere tramite comunicato che la curva sud “Siberiano“ sarebbe stata sold out per rimarcare ancor di più la loro linea di pensiero contro il patron  della Lazio. In quella circostanza, al netto delle critiche e del malumore, la gente fece la differenza, come rimarcato anche dall’attaccante Lombardi: “Attaccare sotto la Sud ci ha permesso di rimontare, quando ho segnato ho visto la gente esplodere di gioia e ho avuto la conferma che il termine “dodicesimo uomo in campo” non è mai retorica nel nostro stadio. Un clima da brividi”. La sfida contro la Salernitana rievoca una data storica per tutti i tifosi rossoblu, 26 Giugno 1991.

Come dimenticare lo spareggio di Pescara contro gli eterni rivali di sempre , il goal di Gigi Marulla nei tempi supplementari che mandò all’inferno Ceramicola e compagni  e  le lacrime di felicità di una città intera per la permanenza in serie B. In quel caso la rivalità si acuì ulteriormente, con tanta tensione dentro e fuori lo stadio che comportò un super lavoro da parte delle forze dell’ordine. Non dimentichiamo nemmeno quanto accadde nella stagione 2018-19, con il Cosenza già salvo ma capace di effettuare un blitz esterno all’Arechi grazie ai gol di Garritano e Palmiero che, di fatto,  mandarono  la Salernitana a disputare i playout contro il Venezia, a dimostrazione come  tra le due compagini in campo non esistono “sconti” di nessun genere.

In 800 si presentarono all’Arechi nel settore ospiti al grido “serie C, serie c”, con una delegazione degli ultras rossoblu che incontrò i calciatori in settimana esortandoli a dare il massimo per condannare i rivali alla retrocessione. Pan per focaccia, verrebbe da dire, visto che pochi mesi fa fu la sconfitta di Salerno a sancire la Lega Pro per i calabresi. Li abbiamo raggiunti un mese e mezzo dopo. Nella sfida d’andata, infine, scenario ancora più triste. Curve locali chiuse, sciopero del tifo, divieto assoluto per i tifosi granata. All’esterno del San Vito-Marulla, però, un gruppo di persone intonò cori di rispetto a favore del Siberiano. Un gesto che emozionò Salerno.

Sezione: Pillole di Storia / Data: Sab 10 gennaio 2026 alle 19:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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