La Salernitana non è soltanto in difficoltà sul piano dei risultati: il vero problema, ormai evidente, sembra essere di natura mentale. La sconfitta di Cerignola ha restituito l’immagine di una squadra fragile, svuotata di certezze e incapace di reagire agli episodi negativi. Un contrasto netto con l’inizio di stagione, quando i granata dettavano il ritmo, giocavano con personalità e occupavano stabilmente le zone altissime della classifica.

Oggi, invece, basta un errore o un gol subito per spegnere la luce. La reazione emotiva è quasi nulla, la manovra si fa lenta e prevedibile, la fiducia nei propri mezzi evapora. I segnali sono chiari, poche giocate verticali, attaccanti isolati, centrocampo che fatica a prendersi responsabilità. Anche i cambi dalla panchina non riescono a cambiare l’inerzia, a conferma di un blocco che va oltre l’aspetto tattico.

La pressione della classifica, le aspettative dell’ambiente e i continui passi falsi hanno finito per appesantire le gambe e, soprattutto, la testa. Il rischio ora è quello di trascinare questo clima anche nelle prossime gare, compromettendo non solo la corsa al primo posto, ma anche l’avvicinamento ai playoff. Per ripartire servirà prima di tutto ritrovare serenità, fame e coraggio. Senza quelli, ogni discorso tecnico resta secondario.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 07 febbraio 2026 alle 21:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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