Col passare delle settimane il partito “anti Raffaele” è aumentato a dismisura ed è innegabile che parte della squadra non abbia gradito alcune scelte dello staff tecnico, valutando di lasciare Salerno a gennaio al netto delle ricostruzioni date in pasto alla piazza per gettare acqua sul fuoco dimenticando che nessuno ha l’anello al naso. E’ evidente che ci sia qualcosa che non va e non ci riferiamo certo al famoso gioco che tanti esteti invocano dimenticando che siamo in C e che il Catania, con una rosa cinque volte superiore, va avanti a suon di 1-0 e per giocate individuali. Quel che si evidenzia, ahinoi, è una involuzione complessiva sotto tanti aspetti, con uno spogliatoio che sta vivendo con insofferenza queste settimane e quell’1-1 col Giugliano che forse avrebbe richiesto una scossa emotiva per evitare di trascinarsi fino ad aprile in attesa degli spareggi.

Ciò detto condividiamo con i lettori una riflessione. Da dicembre a oggi ci sono stati 15 movimenti di mercato tra entrate e uscite, quanto basta per ammettere implicitamente che la rosa allestita in estate non fosse assolutamente competitiva. Ergo: il tanto criticato Raffaele, con un organico del tutto nuovo e costruito in netto ritardo, è stato primo in classifica per tre mesi tenendo testa a Catania e Benevento.

Anastasio, Matino, Ubani, Quirini, Tascone, Coppolaro, Frascatore, Varone, Donnarumma, Longobardi, Brancolini: è una squadra che poteva fare più degli attuali punti? La Salernitana ha fatto 4 punti con il Cosenza, ha vinto a Monopoli, ha fermato il Crotone che all’epoca non era in calo come ora, ha battuto la Casertana, è prima per risultati positivi fuori casa, manda a segno un gran numero di giocatori, per un tempo ha dominato contro le prime due della classe ed è, statisticamente, una di quelle che subisce il minor numero di tiri nello specchio della porta nelle ultime 12 partite.

Valutando l’oggettivo spessore dell’organico ribadiamo si tratti di un miracolo sportivo. Legittimo storcere il naso per i 5 pareggi su sei in casa, altrettanto sacrosanto rimembrare le prestazioni pessime con Latina, Picerno, Giugliano e Siracusa, ma davvero pensate che un altro allenatore avrebbe ottenuto risultati differenti? La verità è che le prime cinque vittorie hanno nascosto problemi qualitativi e numerici che, nel tempo, sono inevitabilmente emersi come testimoniato dal -8 dal primo posto. Un divario ormai enorme, ma che ha radici lontane.

E Raffaele è l’ultimo dei responsabili. Ma, per tanti, è più semplice trovare un capro espiatorio che ricordare nomi e cognomi dei veri responsabili. Sousa, Inzaghi, De Sanctis, Dia, Candreva, Martusciello...avanti un altro!

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 04 febbraio 2026 alle 23:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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