In giornata, forse conosceremo l’esito delle azioni difensive – che mi permetto di presumere senza dubbio ben ponderate e mirate – poste in essere dagli esperti legali che affiancano la nostra amata Salernitana. Un compito delicato: difendere non solo una squadra e la sua città, ma anche la credibilità della giustizia sportiva.
Quanto accaduto è stato sotto gli occhi di tutta Italia. Il torto subito dalla Salernitana è talmente eclatante da spingere molti, in particolare i non esperti, a credere che la battaglia legale sia già vinta. Ma non è così semplice. Emblematico è il paradosso di vedere promosso l’arbitro che, nella decisiva gara di ritorno contro la Sampdoria all’Arechi, ha negato l’evidenza con una direzione che ha tagliato le gambe ai nostri giocatori e spento ogni speranza nei tifosi. Eppure, ex arbitri e addetti ai lavori hanno elogiato quella prestazione come "ineccepibile".
Capisco, quindi, la prudenza degli avvocati della società. In Italia, a volte, nemmeno il miglior avvocato riesce a contrastare l’ingiustizia. Ma proprio per questo va apprezzata la serietà di chi non fa promesse roboanti, ma agisce con competenza e misura. Noi tifosi, nel frattempo, dobbiamo fare uno sforzo: non lasciare che la rabbia ci porti ad accusare l’uno o l’altro senza prove. Anzi, sarebbe un gesto di grande trasparenza e maturità se la società decidesse di rendere pubbliche le memorie difensive, magari anche solo in copia, così da permettere a tutti di comprenderle. Nonostante tutto, continuo a sperare che il TAR del Lazio possa finalmente mostrare correttezza e imparzialità. Ed è per questo che ho cercato di approfondire i motivi per cui il “ricorso per saltum” della Salernitana dovrebbe essere accolto.
1. Perché il TAR Lazio può accogliere il ricorso “per saltum”
La giurisprudenza amministrativa (TAR Lazio e Consiglio di Stato) ha chiarito che, in casi eccezionali, si può saltare la giustizia sportiva quando l’atto contestato lede direttamente diritti fondamentali o interessi legittimi, e non solo questioni interne allo sport.
Nel caso della Salernitana, siamo davanti a una chiara violazione del principio costituzionale del giusto processo (art. 111 della Costituzione). Questo implica che ogni soggetto coinvolto abbia diritto a:
* una procedura equa,
* la possibilità di difendersi,
* e una decisione presa da un organo imparziale e trasparente.
Ma questo diritto è stato rispettato?
2. Il problema del contraddittorio e della tempistica
Il Comunicato Ufficiale n. 211 del 18 maggio 2025, che disponeva il rinvio delle gare di playout previste per il 19 e 26 maggio, è stato adottato senza assemblea. Una decisione unilaterale del Presidente della Lega B, senza confronto tra società e senza contraddittorio preventivo.
In pratica:
* Nessuna discussione in sede collegiale.
* Nessuna opportunità per la Salernitana (né per altri club interessati) di esporre il proprio punto di vista.
* Rinviata una gara di calendario senza modificare le squadre coinvolte.
La modifica sostanziale dell’assetto dei playout – cioè la sostituzione del Frosinone con la Sampdoria – è avvenuta solo il 5 giugno con il C.U. n. 224, dopo che la giustizia sportiva aveva avuto il tempo di deferire il Brescia, riscrivere la classifica e convocare un’assemblea. Nel frattempo, però, il tempo è stato utilizzato per “preparare” un impianto formalmente corretto solo ex post, ma costruito su una base viziata: la mancata immediata decisione collegiale a maggio, quando sarebbe stato necessario agire con trasparenza e regolarità.
3. Le questioni irrisolte: regole cambiate in corsa?
Con tutta la prudenza possibile, pongo alcune considerazioni, senza la pretesa di avere tutte le risposte certe:
* La partita con il Frosinone, regolarmente prevista, non è mai stata formalmente annullata, ma semplicemente rinviata.
* In seguito, è stata “sostituita” da una gara con la Sampdoria, squadra già retrocessa secondo la classifica di fine stagione.
* Ma lo Statuto della Serie B prevede che il campionato sia concluso per le squadre escluse da playoff o playout. Quindi: la Sampdoria non avrebbe potuto essere “ripescata”, poiché il suo campionato era terminato.
* La gara Salernitana-Sampdoria si è disputata molto tardi, intorno al 20 giugno, con un’anomalia evidente: la Sampdoria sapeva già con certezza l’avversario, la Salernitana no, perché fino all’ultimo non era chiaro se avrebbe affrontato la Samp o il Frosinone.
Un’asimmetria evidente, che ha falsato la competizione sotto il profilo della preparazione atletica, della gestione tecnica e psicologica.
4. Cosa avrebbe dovuto fare la Lega B
Nel rispetto della buona fede, possiamo ipotizzare che la Lega abbia scelto inizialmente il rinvio per evitare tensioni, aspettando i deferimenti e le decisioni del TFN. Tuttavia, non si può ignorare che:
* Un rinvio formale non può trasformarsi in cancellazione o sostituzione senza un nuovo atto scritto.
* La decisione del 5 giugno arriva troppo tardi e su basi già modificate dai rinvii precedenti.
* Il processo decisionale è stato frammentato, poco trasparente e non tempestivo.
5. Possibili rilievi giuridici e responsabilità
Da un punto di vista civilistico e amministrativo, questo comportamento della Lega potrebbe essere censurabile per:
* Violazione del principio di buon andamento dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.).
* Lesione del diritto alla difesa e del principio di trasparenza.
* Eventuale danno da comportamento elusivo o strumentale, con conseguente responsabilità civile per danni alla società e agli interessi legittimi coinvolti.
Sul piano penale, non si possono fare affermazioni perentorie, ma a seconda delle risultanze degli atti e dei documenti, si potrebbero ipotizzare – a titolo di mera riflessione – condotte che rientrino in:
* Abuso d’ufficio, se vi fosse stata un’azione intenzionalmente lesiva e arbitraria di una posizione giuridica.
* Omissione di atti d’ufficio, qualora la mancata convocazione dell’assemblea fosse stata deliberata e non giustificata.
* Oppure, in ipotesi estreme, falso ideologico se un atto amministrativo (come il rinvio) venisse usato per coprire una diversa finalità.
Naturalmente, tutto ciò richiederebbe l’approfondimento da parte della magistratura ordinaria, ma è giusto interrogarsi – anche come cittadini e tifosi – sulla regolarità dell’intero procedimento.
Conclusione
Non chiediamo favoritismi. Solo giustizia, trasparenza e rispetto delle regole.
Il TAR del Lazio ha l’opportunità di ristabilire un principio fondamentale: le regole del gioco non si cambiano a partita in corso. Se la Salernitana ha subito un torto grave, questo va riconosciuto e corretto. Perché la Serie B, come ogni altra competizione, deve valere per tutti le stesse regole. Anche – e soprattutto – quando la classifica è in bilico. Osservazioni non certe ne verificate da alcun legale di: Valentino Misiano
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