Quante ne abbiamo viste passare in questi anni? Direttori sportivi improvvisati, "uomini di mondo" dal curriculum patinato ma dalle idee fumose, consulenti d'alto bordo che sapevano tutto di bilanci e poco di palloni, strateghi da salotto buono che ti hanno fatto sperperare montagne di soldi per regalare alla piazza salernitana due retrocessioni consecutive e un mare di disillusioni. Due anni da dimenticare come una notte di febbre alta che non ti abbandona mai del tutto.
Poi, finalmente, come chi si sveglia dopo un incubo e decide che è ora di cambiare registro, hai scelto Daniele Faggiano. E stavolta, caro Iervolino, hai fatto centro. Hai preso uno che il calcio lo conosce sul serio, che ha fatto gavetta vera tra Trapani, Palermo, Parma, Genoa e Catania. Uno abituato a costruire squadre competitive senza dover svenarsi, uno che sa distinguere un talento grezzo da un bluff patinato. E i risultati, caro Danilo, stanno già arrivando. E in questo articolo ero stato facile profeta all'indomani del suo arrivo a Salerno.
L'arte della plusvalenza secondo Faggiano
Guardiamola in faccia, 'sta cosa: il mercato estivo della Salernitana è stato un esercizio di intelligenza pura. Niente colpi da prima pagina, niente spese folli per giocatori con l'agente più importante del procuratore. Solo raziocinio, competenza e visione. Faggiano ha messo insieme una rosa di 25 calciatori nuovi con poche migliaia di euro, pescando dove serve pescare: nei settori giovanili di Sassuolo, Lecce e Milan, nelle seconde file delle squadre di categoria superiore, tra quei calciatori affamati che hanno ancora tutto da dimostrare.
E i nomi? Kees de Boer, centrocampista olandese svicolato e quindi arrivato gratis, uno che sa palleggiare e far girare la squadra. Luca Villa, altro svincolato di lusso, esterno che può giocare su entrambe le fasce e che ha già dimostrato d'essere una freccia preziosa nell'arco tattico di mister Raffaele. Ismail Achik, arrivato dall'Audace Cerignola, che ha già ribaltato partite con le sue giocate in velocità e i suoi sette assist dello scorso anno, tanto da finire nella top-11 della Serie C dopo la vittoria con la Cavese. Galo Capomaggio, autentico pilastro del centrocampo granata. E poi c'è Andrea Ferraris, giovane attaccante arrivato dal Pescara fresco vincitore del campionato, con 12 gol e 5 assist nel bagaglio. Dodici gol, capisci? Roba che in Serie C fa la differenza tra andare in B o rimanere nell'inferno della terza serie.
Questi ragazzi sono stati presi per pochi spiccioli, eppure hanno le caratteristiche per diventare, nel giro di qualche mese, delle plusvalenze succulente. Achik vale già il doppio di quanto è costato, Ferraris è osservato da molte squadre di categoria superiore, De Boer ha rinunciato a giocare in serie B nel Pescara, che aveva fatto di tutto per convincerlo, mentre si è fidato di Faggiano e ha abbracciato la sfida della Bersagliera. E questo è ciò che si chiama fare mercato con la testa: costruire valore, non solo inseguire nomi.
Non farti sfuggire Ferraris: il riscatto è un obbligo morale
Ma attenzione, Danilo, perché qui si gioca una partita decisiva anche fuori dal campo. Ferraris è in prestito e il riscatto va esercitato con tempestività, senza tentennamenti da contabile prudente. Questo ragazzo ha nelle gambe la capacità di fare male alle difese avversarie, ha esperienza nel vincere campionati e ha il fiuto del gol che serve per spaccare in due le partite. Se te lo lasci sfuggire, tra un paio di anni te ne pentirai amaramente, come quando butti via per sbaglio un biglietto vincente della lotteria. Non fare questo errore: quando trovi la pepita d'oro, la tieni stretta, non la rimetti nel fiume sperando che ne arrivi un'altra. Discorso analogo per l’altra giovane promessa in prestito dalla Cremonese con diritto di riscatto Eddy Cabianca.
Gennaio è il momento dell'assalto finale
E adesso veniamo al punto. La Salernitana è prima in classifica con 25 punti dopo undici giornate, ma il Catania respira sul collo a 25 punti (dopo il pareggio di ieri) e il Benevento è lì a 22. Tre squadre di alta classifica che si contendono la promozione diretta, mentre dietro c'è un branco affamato pronto a mangiarci vivi alla prima esitazione. E tu, che sei uomo d'affari navigato, sai benissimo che esistono momenti nella vita di un'impresa in cui bisogna osare, investire con coraggio, alzare la posta in gioco.
Gennaio, caro Danilo, è quel momento. Catania e Benevento si rafforzeranno, è inevitabile. Le squadre che lottano per il vertice non stanno mai ferme durante la sessione invernale di mercato, e se noi restiamo immobili, rischiamo di essere sorpassati proprio sul più bello. La Salernitana ha bisogno di un investimento deciso, mirato, intelligente. Non servono dieci acquisti, ne bastano tre, o quattro, ma di spessore vero, capaci di alzare il tasso tecnico della rosa e di dare a Raffaele le armi per chiudere il discorso promozione senza dover passare dai playoff, quella lotteria crudele dove tutto può succedere e dove i rimpianti diventano veleno.
Affidati a Faggiano: lui sa come si fa
E qui, caro Iervolino, devi fare la scelta più semplice e coraggiosa insieme: affidati completamente a Faggiano. Dagli libertà di movimento, dagli i fondi necessari per operare sul mercato senza doversi inventare miracoli da quattro soldi. Questo direttore sportivo ha dimostrato di saper costruire squadre competitive con budget ridotti, ma adesso ha bisogno di margine per andare a prendere quel difensore esperto e rapido (meglio se saranno due) che ancora ci manca, quel centrocampista di gamba che può fare la differenza nelle partite sporche, quella punta di riserva che può salvarci nei momenti di crisi.
Faggiano è uno capace di riportare la Salernitana in Serie A. Ha l'esperienza giusta, la competenza tecnica, la rete di contatti costruita in anni di lavoro serio. Ma per farlo, ha bisogno di te, del tuo sostegno concreto, non solo delle parole di incoraggiamento. Ha bisogno che tu torni ad essere quell'imprenditore visionario che ha osato comprare la Salernitana quando era in Serie A, che ha creduto nel sogno granata anche quando sembrava impossibile.
Iervolino torna a volare alto
Perché, Danilo, è arrivato il momento di ritrovare l'entusiasmo perduto. So che le due retrocessioni ti hanno tolto il sorriso, che la delusione ha preso il posto della passione che avevi all'inizio. Ma adesso la squadra è prima, lo stadio Arechi torna a riempirsi, la Curva Sud Siberiano canta con la voce di sempre e con scenografie da favola. Salerno ti sta guardando, e aspetta solo un segnale: il segnale che questa volta è diverso, che stavolta si torna a fare sul serio, che la Salernitana non è più un giocattolo rotto ma una macchina ambiziosa, pronta a tornare dove merita.
Osa, Danilo. Investi adesso che il momento è giusto. Completa il capolavoro che Faggiano ha iniziato. Perché se ci riuscirai, Salerno te ne sarà riconoscente per sempre. E tu, finalmente, passerai alla storia per aver riportato l'ippocampo granata a nuotare nelle acque che gli appartengono, lontano dall'inferno della Serie C e vicino al paradiso che questa città ha sognato per troppo tempo e assaporato solo per pochi anni.
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