Diciamoci la verità: se la Salernitana avesse vinto a Siracusa avremmo archiviato lo 0-0 contro una big come il Cosenza con una certa soddisfazione e con il rimpianto per il calcio di rigore tirato malissimo da Ferrari. Invece aver conquistato un solo punto in quest’avvio di girone di ritorno acuisce il malcontento negli ambienti del tifo granata, al punto che la curva Sud ha fischiato i calciatori e lo staff tecnico intonando un coro all’indirizzo di Iervolino e lasciando intendere – tra le righe – che in caso di contestazione pacifica vera e propria si punterebbe il dito anche contro la politica locale e non solo per la querelle legata al nuovo stadio. Tornando all’aspetto tecnico, c’è poco di positivo da cui ripartire.

Non aver preso gol fa sicuramente piacere, ancor di più perché il Cosenza è una squadra veramente forte che ha rifilato quattro reti al Catania e due al Benevento. Pur senza Cabianca, Arena e Golemic e con Capomaggio adattato al centro, la Salernitana ha corso soltanto un pericolo, con il palo colpito dagli ospiti e Donnarumma totalmente inoperoso. Un clean sheet che fa capire quanto i granata si trovino meglio a difendere quando Raffaele opta per il 3-5-2. Bene anche gli ultimi 25 minuti, con la Bersagliera che ha ben assorbito il cambio di sistema di gioco portando Capomaggio a impostare stabilmente nella metà campo avversaria e con Achik finalmente libero di svariare sulla fascia e di creare superiorità numerica nell’uno contro uno. Ferraris e Liguori non hanno avuto un impatto particolarmente entusiasmante, ma certamente la difesa rossoblu ha avuto maggiori difficoltà.

Tra le prove individuali piena sufficienza per Matino che, senza l’inatteso ostracismo di un compagno di squadra, avrebbe anche potuto festeggiare il primo gol con la maglia granata. Tutto sommato una prova positiva per chi era stato escluso frettolosamente dall’undici titolare col Siracusa rispondendo poi sul campo da professionista vero e da atleta legato alla maglia. Tra le note negative anzitutto le statistiche. La Salernitana, nelle ultime 11 partite, ha vinto soltanto 4 volte e ha dilapidato il fattore Arechi come testimoniano i pareggi con Potenza, Crotone, Trapani e Cosenza, due volte senza riuscire a segnare. 17 punti da Catania in poi è bottino troppo magro, ma che rispecchia fedelmente il reale valore della rosa contrariamente a quanto accadeva in avvio con quell’emozionante, ma illusorio filotto di vittorie.

La Salernitana, inoltre, ha vinto 11 partite su 11 di “corto muso”, ovvero con un solo gol di scarto e spesso in rimonta o negli ultimi minuti. Più col cuore che con le idee, verrebbe da dire. E di gioco ne stiamo vedendo veramente poco, con una squadra monotematica, lenta, con un centrocampo che non pressa, non compre e non spinge e un attacco che sta facendo fatica. “Siamo tutti nuovi, qui si vuole tutto e subito ma ci vuole tempo. Abbiamo pareggiato contro una squadra che ha l’ossatura della B, concedendo un solo tiro in porta e sfiorando il vantaggio in diverse occasioni. Per atteggiamento e prestazione sono soddisfatto” ha detto Raffaele in sala stampa rispondendo alle critiche. Tra i singoli, detto di Ferrari, molto male anche Longobardi e De Boer, mentre Villa da un mese e mezzo non è più il calciatore decisivo ammirato nella prima parte di stagione.

Sezione: News / Data: Mer 14 gennaio 2026 alle 17:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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