Poco importa la categoria, non è la Serie A vissuta cinque anni fa a Crotone dove non riuscì a condurre la squadra alla salvezza. E’ la Salernitana di Danilo Iervolino, finita dopo due retrocessioni di fila in C, campionato che ritrova 26 anni dopo l’esperienza vissuta ad Arezzo. In comune c’è il colore delle maglie, il granata, ma non solo. C’è Daniele Faggiano, il ds della Salernitana che ha puntato su di lui (con il quale ha lavorato a Trapani, guarda caso altro club granata) per risollevare la squadra e, magari, portarla in B attraverso i playoff.

Servirà un’impresa ma a quelle Cosmi è abituato e, nel suo curriculum, non mancano i momenti da ricordare. Ci sono anche le favole senza il lieto fine, proprio come quella vissuta al fianco di Faggiano 11 anni fa nel Trapani dei miracoli, che arrivò ad un passo dalla A, persa nella finale playoff con il Pescara. Cosmi finì in lacrime, seduto in panchina consolato dall’allenatore avversario, Massimo Oddo.

Cosmi è così, prendere o lasciare. Bravo a legare con tutti, ma anche ad alzare la voce contro presidenti e dirigenti, oltre che con i calciatori, pur di far valere la propria ragione. Le sue idee di calcio sono proiettate nel futuro. Basta fare un salto all’indietro di quasi 30 anni. Nel calcio italiano il sistema di gioco più utilizzato prevedeva la difesa a quattro, Cosmi fu visto come un visionario quando presentò il suo Perugia, quello targato Gaucci, con il 3-5-2.

Probabilmente sarà quello che utilizzerà anche nella Salernitana, sul solco del suo predecessore, Giuseppe Raffaele, che ha pagato a caro prezzo i risultati negativi nel ritorno. Dopo due retrocessioni i tifosi chiedevano un campionato importante: la Salernitana resta tra le più attrezzate ma Benevento e Catania (che affronterà sabato) sono ormai lontani.

Sezione: News / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 12:30 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Lorenzo Portanova
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