Ramzy Aya, ex difensore tra le altre della Salernitana, ai microfoni di TuttoC.com ha analizzato la delicata situazione dei campani.

La Salernitana sta attraversando un momento delicato: quali sono secondo lei le principali difficoltà della squadra?
“Da fuori non è facile giudicare. Una squadra che aveva come obiettivo quello di vincere il campionato non possa subire così tanti gol. Sicuramente una delle difficoltà maggiormente riscontrate sia stato il trovare un equilibrio tra fasi di possesso e non possesso”.

È più un problema mentale, fisico o tecnico-tattico?
“Non posso dirlo, bisognerebbe entrare nella testa di ogni giocatore per quanto riguarda la componente mentale, bisognerebbe seguire tutti gli allenamenti per quanto riguarda la componente fisica. Sicuramente è un problema tecnico-tattico: nel calcio contano i numeri e vista la distanza dalla vetta, sicuramente ci sono stati degli errori”.

Quanto stanno pesando i risultati negativi sull’ambiente?
“Salerno è una piazza esigente che ha visto due retrocessioni di fila, che puntava a vincere il campionato. Quando vedi che l’obiettivo si allontana è normale che poi la situazione pesi, come è normale che sia. Inoltre giocare a Salerno comporta avere grandi pressioni, soprattutto in C, perché in terza serie devi lottare per vincere sempre”.

La squadra ha un’identità di gioco chiara oppure si vede ancora confusione tattica?
“Sicuramente ci sono stati degli errori, inutile nascondersi. Bisognerebbe entrare nel merito per capire nel dettaglio quali siano. Sicuramente non c’è stata quella continuità che serve per ambire a qualcosa d’importante”.

Il mercato ha rinforzato adeguatamente la rosa?
“Per me sì. Hai portato gente come Lescano, Antonucci, Berra. La rosa è davvero molto valida, c’è tanta gente che ha fatto la B, altra che ha disputato ottime stagioni in C. Non si discute sicuramente l’importanza della rosa”.

Intanto è arrivato un nuovo tecnico. Che debutterà nel big match col Catania.
“Per lui non sarà facile preparare la prossima sfida, visto il poco tempo a disposizione. Essendo una gara d’altra categorie per rose, piazze e tifo, dal punto di vista mentale si preparerà da sola. Sicuramente bella da vedere anche se tattica ed equilibrata. Vincerà chi sarà più intelligente a gestire i momenti della partita”.

Quanto può incidere il supporto dell’Arechi in questo momento?
“Sicuramente incide, è normale che bisogna portare l’Arechi dalla parte della squadra. Una tifoseria che vede svanire l’obiettivo principale che era quello di vincere il campionato ti crea maggiori pressioni. Però è ancora tutto aperto, ci sono i playoff. Bisogna ricompattarsi per provare a raggiungere la B in un modo o nell’altro. Salerno se vede attaccamento, dedizione e impegno sa come trascinarti”.

Cosa serve per invertire la rotta?
“Trovare equilibrio e compattezza. Quando le cose non vanno bene bisogna sempre ripartire dalla fase difensiva per poi passare a quella offensiva, per poi aggiungere uno step alla volta”.

Chi può essere l’uomo chiave per la svolta?
“Ci sono davvero tanti giocatori importanti, difficile dire un nome tra i venti possibili. Ma non amo parlare di singoli perché si vince e si perde di squadra, serve ragionare tutti in un’unica direzione”.

Dove può arrivare la Salernitana?
“Deve chiudere il campionato senza rimpianti. E puntare a fare un playoff da protagonista se, come probabilmente accadrà, non vincerà il Girone C. Sicuramente sarà più complesso farcela agli spareggi ma non si può vivere di delusione. Se c’è una possibilità, anche minima, di vincere qualcosa, non puoi abbatterti. Non è il momento di creare ulteriori tensioni ma è il momento di unirsi: i giocatori vogliono vincere il campionato, i tifosi anche”.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 19:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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