Le società di calcio stanno facendo suonare il campanello d’allarme da tanto tempo, invocando la convocazione di un tavolo di confronto da parte del Governo affinché le autorità di pubblica sicurezza dialoghino con i club. Argomento di discussione, naturalmente, il divieto di trasferta che è diventato ormai strumento quasi unico quando sono in programma le cosiddette partite a rischio. Eppure la Questura di Salerno, sin da giugno, lanciò un appello alla Federazione e alla Lega di C chiedendo ufficialmente “lo spostamento della Salernitana in un altro girone, oltre la metà delle gare presentano potenziali problemi di ordine pubblico e in questo modo si garantirebbero partite sempre a porte aperte per tutti”.

Appello che rimase inascoltato. Ma ormai è una querelle che sta inquietando anche le società di serie A, col Sassuolo che si oppose all’assenza degli interisti nel settore ospiti dopo i famosi fatti di Cremona lamentando il potenziale mancato incasso. Considerando che nemmeno la contestatissima tessera del tifoso garantisce quanto fu stabilito a suo tempo dal Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Roberto Maroni, il mondo ultras sta pensando a una protesta a livello nazionale per dire basta a chiusure, restrizioni, limitazioni e punizioni che colpiscono tutti indistintamente per colpa di pochi facinorosi. La certezza, al momento, è che il CASMS ha cerchiato in rosso Salernitana-Catania e Casertana-Salernitana.

Nel primo caso, anche dopo gli scontri tra catanesi e casertani che si verificarono proprio a Salerno in autostrada, due le ipotesi: divieto totale o trasferta aperta solo ai residenti in altre regioni e in possesso di Fidelity Card. Nel secondo impossibilità per i supporters granata residenti in Campania di presenziare al Pinto. Tutto molto triste se consideriamo che nel 2015, pur con una rivalità accesissima, i casertani vennero in 2000 all’Arechi giocandosi il tutto per tutto per la qualificazione playoff con oltre 22mila spettatori di casa che festeggiarono la promozione in serie B.

All’epoca l’utilizzo dei container fu ritenuto sistema efficace per separare adeguatamente le tifoserie, ma i costi onerosi spinsero le autorità competenti ad accantonare questo tipo di soluzione. Il primo marzo e la settimana successiva, dunque, per due delle partite più affascinanti dell’intera serie C mancherà la componente principale: il tifo. E sono cerchiate in rosso anche le successive trasferte di Potenza, Crotone, Trapani e Foggia. Insomma, sussiste il rischio di chiudere la regular season senza dodicesimo uomo.

Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 17:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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