Scende in campo il patron Iervolino. Lo fa per rinforzare una rosa oggettivamente inferiore a quella delle prime della classe e per rispondere alla legittima e civile contestazione di una tifoseria che ha saputo pungolarlo nei tempi giusti, spingendolo ad allargare i cordoni della borsa dopo una serie di sessioni di mercato non particolarmente onerose e condizionate anche dai tanti calciatori in esubero e strapagati che andavano collocati altrove. Sicuramente non basta un attaccante forte per cancellare un biennio davvero negativo, nel quale però non bisogna disconoscere un impegno economico mal ripagato da qualcuno che lo ha affiancato. Il proprietario, preso atto che il mercato della Salernitana fosse in stand by e che spesso trattative virtualmente concluse non si trasformavano in ufficialità, ha deciso di far da sé.

Prima ha messo a disposizione i soldi necessari per investire su un giovane di talento come Gyabuaa, poi ha sbloccato in 24 ore l’operazione Lescano che era stata accantonata dalla dirigenza come ammesso pubblicamente da Faggiano. “E’ una fantasia, occorrerebbero troppi soldi e non me la sento di impegnare così tanto il club sul piano economico. E poi ha uno stipendio di categoria superiore” aveva detto di recente, sconfessato – di fatto – dal proprietario. Inizia dunque a diventare realistica l’idea che un budget a disposizione ci fosse e che sia stato perso tempo prezioso per rinforzare la rosa. Del resto chi, per dare notizie concrete e certe, interagisce quotidianamente con dirigenti, calciatori e procuratori si è spesso sentito ripetere lo stesso ritornello: “C’è stata una chiacchierata, ma non è mai arrivata l’offerta concreta”.

Così è sfumato un giocatore valido come Canotto, così sono andati altrove Fischnaller e Cuppone, così il Casarano ha fatto dietrofront su Chiricò. “300mila euro sono troppi”: visto che Lescano è costato quattro volte di più è palese che la Salernitana abbia perso un’occasione per formare un tandem offensivo di primissimo livello per la categoria. Faggiano, lo diciamo senza troppi giri di parole, a oggi ha deluso. Longobardi, Arena, Berra, Carriero, Gyabuaa, Molina, Lescano: in un mese e mezzo sono arrivati sette calciatori, più di mezza squadra.

Segnale evidente che tanto è stato sbagliato in estate, come testimoniano anche gli addii di Coppolaro e Frascatore, quello assai probabile di Varone, la partenza di Knezovic che fu atteso un mese e i cronici problemi sulla corsia di destra che sarebbero stati risolti chiudendo l’accordo con Casasola senza tentennamenti al momento della firma. Con l’argentino sulla fascia oggi la Salernitana avrebbe più punti, i suoi assist sarebbero stati manna dal cielo per le punte. 

E a questa Salernitana mancano ancora un difensore centrale rapido (di fatto sono arrivati calciatori per caratteristiche non adatti al gioco di Raffaele), un centrocampista di qualità e, forse, una valida alternativa di Villa a sinisra. E infine la situazione Inglese. Giocatore potenzialmente di A, con trascorsi gloriosi e che ha fatto bene a Catania fino a pochi mesi fa, ma che ha uno storico fatto di qualche infortunio e che purtroppo qui non ha reso in base alle aspettative. Senza l'intervento di Iervolino i granata avrebbero giocato col Sorrento un match decisivo con Molina che, con tutto il rispetto, non era titolare nemmeno a Siracusa. Lui, al pari di Arena e di altri elementi non propriamente top, sono stati blindati con contratti pluriennali e questo è un problema in prospettiva futura, visto che c'è una lista over intasata e che non sarà semplice venderli in estate.

Arriviamo alla chiosa: se Iervolino ha deciso da solo, accelerando trattative complesse e opponendosi all'esonero di Raffaele, significa che la società non ha più totale fiducia in un dirigente che, pur legato contrattualmente anche per la prossima stagione, rischia seriamente di interrompere anzitempo la sua avventura. 

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 23 gennaio 2026 alle 14:00
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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Luca Esposito
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Luca Esposito
Direttore Responsabile dal 2017
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