C’è un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi il momento della Salernitana, l’inversione di tendenza nei secondi tempi. A inizio stagione i granata avevano costruito la propria identità sulla capacità di reagire. Spesso chiudevano i primi 45 minuti in difficoltà, talvolta sotto nel punteggio, per poi cambiare passo nella ripresa e ribaltare l’inerzia.

Oggi lo scenario è capovolto. Contro il Giugliano e nel derby con la Cavese, la squadra ha sbloccato il risultato nel primo tempo, mostrando qualità e organizzazione. Ma nella seconda frazione è mancata continuità, ritmo più basso, meno aggressività, difficoltà nel gestire vantaggio e spazi. Stessa situazione anche in gare poi vinte come quella col Sorrento.

Non sempre si tratta di occasioni concesse in quantità, quanto di percezione, la Salernitana sembra meno incisiva dopo l’intervallo, più prudente che affamata. E in un campionato equilibrato, quel calo può trasformarsi in punti lasciati per strada, come appunto è capitato. Trovare continuità nei 90 minuti  diventa fondamentale. Perché le partite si chiudono nella gestione, nella concentrazione e nella capacità di colpire quando l’avversario si scopre. Ed è lì che i granata devono fare la differenza.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 16:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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