Il novantesimo di Cava non è stato soltanto un minuto di gioco. È stato uno spartiacque emotivo. Il pareggio subito contro la Cavese ha lasciato una scia di delusione che va oltre il risultato, perché la Salernitana quella partita l’aveva in mano, l’aveva indirizzata, l’aveva quasi portata a casa. E invece no. Ancora una volta un vantaggio non difeso fino in fondo, ancora una volta la sensazione di aver lasciato qualcosa per strada.

Le critiche verso Giuseppe Raffaele non nascono da un singolo episodio, ma da una tendenza. La squadra produce, costruisce, ma non sempre capitalizza. E quando succede nel derby, nel momento in cui davanti frenano tutte, il peso specifico raddoppia. Perché nel turno appena disputato il Benevento e il Catania hanno rallentato. Era l’occasione perfetta per accorciare. Non è successo. Il primo posto oggi appare distante, quasi proibitivo. La vetta è più un’ipotesi matematica che un obiettivo realistico.

E poi c’è anche un contorno. Il confronto acceso tra Raffaele e il direttore sportivo Daniele Faggiano, le ore convulse in cui l’esonero sembrava imminente, le voci e le attese. E infine il silenzio. Nessuna decisione drastica, nessun ribaltone. Una non-scelta che è già di per sé una scelta: avanti così, almeno per ora.

Ma cosa significa? Fiducia reale o tempo concesso in attesa del prossimo passo falso? La sensazione è che la Salernitana viva in equilibrio precario, sospesa in un limbo. Nel frattempo, alle spalle, il Cosenza si è avvicinato. Quattro punti non sono un margine rassicurante. Se prima lo sguardo era rivolto solo in alto, adesso bisogna controllare anche lo specchietto retrovisore.

Eppure, dentro questo scenario complesso resta uno spiraglio. Il secondo posto occupato dal Catania è ancora agganciabile. La Salernitana ha due partite interne che possono ridisegnare la classifica e il clima. Può ancora trasformare la tensione in energia. La stagione non è compromessa. Ma è entrata nella sua fase decisiva. Serve maggiore concretrzza. Meno alibi e più gestione. Perché il campionato non aspetta le riflessioni societarie ma va avanti e corre. E chi resta fermo a interrogarsi rischia di essere superato.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 00:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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