In un Arechi presumibilmente deserto (e che, dopo tre anni disastrosi, forse una minima contestazione civile dovrebbe proporla), la Salernitana affronterà il Cosenza con l’obiettivo di rimettersi in carreggiata dopo la scoppola di Siracusa e di riaprire il discorso promozione diretta. Mister Raffaele è rimasto al suo posto nonostante i fischi dei tifosi e la debacle in terra siciliana, tuttavia non ha alternative: solo un successo gli consentirebbe di blindare la propria posizione, viceversa l’esonero sarebbe una conseguenza inevitabile al netto della continua difesa d’ufficio del direttore sportivo Faggiano. Ma la Salernitana, vittoriosa all’andata per 1-2 al termine di una gara molto sofferta, arriva al big match piuttosto incerottata.

Non saranno a disposizione del mister i difensori Golemic, Arena e Cabianca e l’attaccante Inglese, mentre non sono al top Liguori e Anastasio. Entrambi, tuttavia, dovrebbero quantomeno accomodarsi in panchina. Quale sarà la formazione iniziale? La figuraccia di domenica imporrebbe un massiccio turnover, quantomeno una riflessione sull’adattamento di alcuni giocatori in ruoli che non esaltano le loro caratteristiche. Possibile si torni al 3-4-1-2, con Donnarumma confermato tra i pali e il terzetto Matino-Berra-Anastasio a protezione della porta. Non ci sono altre alternative, a meno che il mercato non porti in dote ciò che manca palesemente ormai da inizio stagione. Longobardi e Villa torneranno a giocare da “quinti”, visto che come terzini hanno palesato difficoltà anche inaspettate. A centrocampo sono certi del posto Capomaggio e Tascone, con il ballottaggio tra De Boer e Carriero.

In attacco Achik sembra la certezza: l’ex Bari sta attraversando un periodo molto positivo e appare intoccabile, vien da chiedersi come sia possibile che Raffaele gli abbia dato continuità soltanto a partire dal mese di dicembre pur avendolo chiesto espressamente già a luglio. Uno dei misteri di questa stagione così controversa. Nessun dubbio in avanti, con Ferrari e Ferraris che proveranno a fronteggiare la retroguardia di un Cosenza sottovalutato dagli addetti ai lavori in ottica promozione diretta, ma sulla carta superiore alla Bersagliera. Gli arrivi di Ba, Emmausso e Ciotti rendono la corazzata rossoblu ancora più insidiosa, a maggior ragione dopo le conferme di calciatori come Florenzi, Mazzocchi (assente all’Arechi per infortunio), Ricciardi, Kouan, D’Orazio e Caporale che farebbe ottime cose anche in cadetteria.

E poi in panchina c’è un allenatore capace come Buscè, artefice del miracolo Rimini (Coppa Italia in bacheca e ottimo piazzamento playoff) e in grado di isolare il gruppo dalle polemiche ambientali. Chissà dove sarebbero ora i silani senza uno stadio costantemente vuoto e con la curva al fianco della maglia al netto dello strappo con la proprietà. Lì una presa di posizione netta contro la società c’è stata, qui si dà ancora fiducia a chi ci ha portato dalla A alla C infrangendo ogni sorta di record negativo. Chi ha ragione? Si spera, infine, in una direzione arbitrale equa: nessun alibi, sia chiaro, ma quanto accaduto a Siracusa è imbarazzante e due realtà di tale spessore meritano prime scelte e non gente alle prime armi che combina disastri su disastri al netto di un FVS totalmente inutile e caotico.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 19:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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