Manuel Scalise, doppio ex della sfida in programma lunedì sera allo stadio Arechi tra Salernitana e Cosenza, ha dichiarato quanto segue ai microfoni di TuttoSalernitana: "Partiamo dal presupposto che i granata hanno fatto un ottimo girone d'andata, per certi aspetti anche sorprendente. Il tandem Faggiano-Raffaele ha preso in mano la situazione in un momento storico complicato, visto che la Salernitana è reduce da una doppia retrocessione. La partenza era stata ottima, poi tutti accusano un periodo di flessione e ora tocca alla Bersagliera. Credo però ci siano tutti i presupposti per lottare fino alla fine per la vittoria del campionato senza passare per i playoff, speriamo che col Siracusa si sia toccato il punto più basso: in questo caso si inizierebbe una risalita. Certo, quella attuale è la posizione che rispecchia il valore della rosa".

Scalise prosegue: "Non credo che le rivoluzioni di gennaio portino tanti punti. A Nocera cambiarono tanto e retrocessero lo stesso, io andai all'Ascoli in una situazione disperata e bastò qualche ritocco per salvarci. Sicuramente qualcosa da fare c'è, lo dicono i numeri e lo dice la classifica. Credo che ci sia un direttore esperto come Faggiano che probabilmente sta lavorando sotto traccia. Non so se sia stato opportuno inserire da subito i nuovi, solitamente gli acquisti di gennaio vanno in  campo immediatamente solo in caso di infortuni o di palesi lacune in determinati ruoli. L'equilibrio dello spogliatoio è determinante. De Boer, per esempio, è rimasto fuori ma secondo me è un calciatore molto forte, titolare nella Ternana per tutto lo scorso campionato e richiesto da squadre importanti di C. In generale posso dire che da 3-4 sessioni di mercato ci sono un pochino di problemi a Salerno, sono rimasto legato a quella piazza e so che non c'entra nulla con la serie C".

Scalise parla del cambio di modulo e dell'insidia del mercato di riparazione: "Solitamente un sistema di gioco si modifica nel primo mese, farlo all'inizio del girone di ritorno non capita tutti i giorni. Evidentemente Raffaele avrà avuto i suoi motivi. Sul mercato ripeto quanto detto prima: se un calciatore chiede fortemente di andare via e il procuratore pressa è inevitabile che una società debba fare delle valutazioni. Nel caso della Salernitana può darsi che i tre innesti immediati abbiano consentito di lanciare un messaggio agli attuali calciatori. Per la serie "abbiamo le risorse per investire, date il massimo per difendere il vostro posto". Sono dinamiche interne anche piuttosto delicate".

Infine un paragone tra la sua Salernitana e quella attuale: "E' chiaro che siamo dei professionisti e guardiamo tanti aspetti nel corso di una carriera. Io a Salerno mi trovavo benissimo, ma andai in scadenza e firmai altrove per due anni pur consapevole di lasciare una piazza che ha pochi eguali in Italia. Però quel gruppo, a prescindere dalle singole situazioni lavorative, metteva davvero in campo il 110%, sudava la maglia e c'era voglia per davvero di aiutare i compagni. Oggi - discorso generale - credo che le squadre si abbattano troppo facilmente e reagiscano male nei momenti negativi. La mentalità non è quella di una volta e, se in piazza come Salerno non hai lo spirito giusto, i risultati non arrivano".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 23:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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