Nella tana di un Cerignola in splendida forma per provare quantomeno a mettere fiato sul collo alle prime due della classe che scenderanno in campo nel fine settimana. La Salernitana non ha alternative: deve vincere e, possibilmente, convincere dopo aver pareggiato contro il Giugliano ultimo in classifica meritando i fischi assordanti dei 10mila dell’Arechi. Stadio che farà registrare il minimo stagionale martedì sera in occasione del turno infrasettimanale col Casarano. A proposito di infrasettimanale, è evidente che giocare tre gare in rapida successione potrebbe indirettamente favorire mister Raffaele. In caso di malaugurato ko contro i pugliesi è evidente che la sua posizione sarebbe estremamente in bilico, ma il tempo per trovare un sostituto e consentirgli di incidere sarebbe davvero ridotto.

Tuttavia Faggiano è stato chiaro, ha ammesso che su diversi aspetti c’è diversità di vedute con il mister e la società ha avallato la linea del ds di non stravolgere nulla a patto che da domani parta la riscossa della Bersagliera. Viceversa anche l’ex direttore sportivo di Trapani e Parma sarebbe sulla graticola. Quanto alla formazione, facile pensare che si proseguirà con il 3-5-2, ormai marchio di fabbrica dello staff tecnico almeno fino a quanto Antonucci non recupererà la miglior condizione fisica. Dinanzi a Donnarumma è previsto il rientro al centro della retroguardia di Golemic. L’esperto centrale difensivo non scende in campo dal nefasto pomeriggio di Siracusa, dopo il quale è stato frenato dalla squalifica, dalla febbre e dalla scelta del trainer granata di dar fiducia a Capomaggio visti i tre clean sheet consecutivi.

Ora, però, Golemic è pronto e reclama spazio e comporrà con Arena e Berra un terzetto non rapidissimo, ma di grande esperienza per la categoria. Panchina per Matino che, derby col Benevento a parte, ha sempre offerto un contributo più che sufficiente alla causa. Capomaggio, invece, riprenderà il suo posto in cabina di regia, lui che era stato presentato in estate come un grande colpo di mercato ma che, al momento, ha ripagato solo in parte la fiducia del suo mentore Raffaele. “Dobbiamo sfruttare al massimo le sue potenzialità” tuonò Faggiano prima della gara interna col Trapani, quando fu provato come mezzala ma anche come trequartista nel 4-2-3-1.

Esperimento che portò i suoi frutti nel match interno col Foggia, deciso da una sua doppietta nel primo tempo. Con Cosenza, Atalanta23, Sorrento e Giugliano ha dato disponibilità a giocare da centrale nella difesa a tre, cosa accaduta anche saltuariamente a Cerignola nei momenti di emergenza. Ora sarà lui, da apprezzato ex, a dover conferire maggiore imprevedibilità alla manovra, con Carriero e Gyabuaa al suo fianco e Tascone ancora una volta in panchina. Novità anche sulle corsie esterne: sarà quasi certamente Quirini a sostituire lo squalificato Longobardi a destra, mentre Villa è intoccabile a sinistra.

I suo alter ego è Anastasio che, smaltiti i problemi di natura muscolare, torna a disposizione e sarà inserito nell’elenco dei convocati. In attacco Lescano e Ferraris, con Ferrari che riprende quota nelle gerarchie scavalcando Molina. Considerando che Lescano non è al top della forma è evidente che le tre gare ravvicinate consentiranno al “loco” di ritrovare spazio dopo aver pensato seriamente all’addio, a lui il compito di tornare il bomber implacabile di Vicenza e non il centravanti fumoso che sin qui hanno visto i tifosi di fede granata.

Sezione: News / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 18:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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