Quanto accaduto in queste ultime ore è la fotografia della reale volontà di vincere il campionato. Anzi, in un certo senso finalmente è stata fatta chiarezza: non è la stagione del riscatto dopo due stagioni orribili, ma l’ “anno zero”. Peccato che lo ammettano solo ora, con un -8 mortificante rispetto alle prime della classe, un Arechi che ha garantito 5300 abbonati e 11mila spettatori in media e quel colpo Lescano che è stato fumo negli occhi  (pur senza disconoscere l'investimento, sia chiaro) rispetto a un finale di mercato da 4 in pagella. Servivano un portiere, un difensore rapido e un centrocampista di qualità, invece è arrivato un calciatore palesemente inadatto al 3-5-2 (Castori docet), fermo da mesi e costretto a fare un lavoro differenziato per una decina di giorni perché non ritenuto in forma dallo staff medico.

A fargli posto un Liguori atteso per un mese, preso contro il volere di parte della piazza, recuperato pienamente da un infortunio muscolare, stimato dallo staff tecnico e…collocato altrove! E così Raffaele sta preparando una partita forse decisiva per il suo destino (come se fosse una colpa e non un merito essere terzi con un organico del genere) con un attaccante in meno, un altro indisponibile, senza Inglese fermo da due mesi, Ferrari che aveva la valigia pronta e il muso lungo e Ferraris proposto al Pescara per prendere Merola infortunato per quasi tutto il girone d’andata.

Davvero un altro capolavoro di Faggiano che, per percepire l’umore popolare, dovrebbe dare uno sguardo ai social: una serie di critiche e di inviti a esonerarlo per aver sbagliato tanto in estate reiterando in inverno, con dichiarazioni che non hanno convinto nessuno e che, in alcuni casi, hanno anche alimentato confusione. Ma il problema è sempre a monte e la domanda che vorremmo fare alla società non cambia: ma il loro obiettivo è la vittoria? La storia recente dice che mai è stato fatto il necessario per risolvere i problemi. 2023, -2 dalla salvezza dopo la vittoria a Verona: stop al mercato, disastri su disastri di Sabatini, Inzaghi in discussione per prendere poi Liverani e innesti quasi tutti sbagliati. 2024, -4 dalla salvezza: Valentini, Breda e Guasone centravanti, con Girelli in cabina di regia e nientemeno che Cerri in attacco. Perdendo poi tutti i ricorsi per il caso Sampdoria senza portare avanti l’annunciata battaglia e con Milan che si diceva felice per un riavvicinamento con Gravina. Inutile aggiungere altro.

E a giugno, dopo lo 0-2 nello spareggio casalingo, proprio il presidente (che da un po’ non si vede sugli spalti) parlò di un progetto per una risalita immediata che sarebbe stata obbligo morale, prendendo il meglio del consentito a suon di milioni dopo estati di incassi tra paracadute, diritti tv, plusvalenze e botteghino. Invece no, bisognava attendere l’addio di Njoh per ufficializzare un Primavera del Sassuolo. Il resto è storia recente, con un amministratore delegato che ci ricorda i fallimenti del passato senza spiegare, però, cosa pensi di chi, in 2 anni, è passato dalla A alla C battendo ogni record negativo e disattendendo una serie innumerevole di promesse.

Sotto la curva, lo ribadiremo fino alla noia, dovrebbero andarci Danilo Iervolino e Maurizio Milan. Per un dialogo, un confronto, le scuse, anche a costo di ascoltare i fischi di una piazza che ha mostrato una pazienza e una maturità fuori dal comune accompagnando con passione un percorso sportivamente fallimentare senza mai andare oltre qualche striscione di protesta che, a gennaio, ha prodotto l’arrivo di Lescano. Al contrario ci staremmo godendo Molina centravanti.

In attesa di capire cosa vogliano fare da grandi ci auguriamo ora di fare risultato a Cerignola, viceversa si apriranno ulteriori processi e martedì vedremo un Arechi vuoto come non accadeva nemmeno in D e con le maglie rossoblu e uno stemma religioso al posto dell’ippocampo. Possibile che neppure pareggiare in casa col Giugliano ultimo ed estremamente modesto dal punto di vista tecnico sia sufficiente per fare uno scatto d’orgoglio e ricordarsi come la piazza li aveva accolti nel 2022?

Sezione: Editoriale / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 00:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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