IUNCO: "Mercato difficile? Se investi no! A gennaio servono rinforzi"

06.12.2019 12:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
IUNCO: "Mercato difficile? Se investi no! A gennaio servono rinforzi"

Doppio ex della sfida in programma domani pomeriggio allo stadio Tombolato, Antimo Iunco è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione "TuttoGranata" organizzata dalle redazioni di TuttoSalernitana e GranataCento e in onda su RadioMpa ogni giovedì alle 19. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: "Non avere a disposizione un calciatore come Cerci incide, era lui a dover garantire il salto di qualità. Ad ogni modo sono convinto che la presenza in panchina di Ventura possa essere una garanzia, spesso le sue squadre esplodono nel girone di ritorno. La Salernitana è in buone mani, ma a gennaio servono acquisti per aumentare il tasso tecnico. La programmazione è la base principale per provare a vincere i campionati, è importante che sia stato il tecnico a individuare gli innesti giusti durante la sessione estiva. Il gioco sta latitando, è vero, come già accaduto in passato si parte alla grande e poi c'è un calo. La situazione, tuttavia, non è così drammatica: la pausa servirà a correggere gli errori".

Si chiede a Iunco quanto sia difficile operare sul mercato di gennaio: "Sicuramente bisogna agire prima e non in inverno, ma la B è un campionato molto particolare e fare acquisti mirati può cambiare la storia nel girone di ritorno. Il dio denaro può fare qualsiasi cosa, se investi le cifre giuste nessun giocatore dirà mai di no ad una piazza come Salerno. E poi non è vero che in giro non ci sono calciatori determinanti, uno come Moncini potrebbe spostare gli equilibri di qualunque squadra e potrebbe essere un valore aggiunto fondamentale per la Salernitana. Ribadisco, però, un concetto: la situazione non è così drammatica e ci vuole fiducia. In fondo, se non direttamente, la promozione può arrivare anche tramite playoff e in quel caso diventerebbe tutto molto interessante in una piazza come Salerno"

Inevitabile chiedere quanto sia diverso giocare in una piazza come Cittadella e in un ambiente come Salerno: "Sono discorsi completamente soggettivi. Un calciatore può paradossalmente trovare motivazioni anche quando è seguito da poca gente a patto che tutto il contesto gli permetta di esprimersi al meglio. Il segreto del Cittadella è questo, si rema nella stessa direzione: dal presidente all'ultimo dei tesserati passando per i tifosi e l'intero ambiente. Si sceglie un allenatore e lo si lascia lavorare per anni, nel mercato c'è un ricambio intelligente di giocatori e la qualità del gioco espresso è sempre di livello. Salerno, naturalmente, mette pressioni diverse: spinge, stimola, ma quando le cose non vanno bene diventa complicato. Sappiamo, però, che lì bastano 2-3 vittorie consecutive per vedere 25mila persone".