Quando in estate la Salernitana ufficializzò in rapida successione l’ingaggio a titolo definitivo di Franco Ferrari e Roberto Inglese furono in tanti a ritenere che la Salernitana disponesse del miglior tandem offensivo della categoria, quantomeno nel girone C. A loro si aggiunsero poi Micheal Liguori, protagonista della promozione in B del Padova, e Andrea Ferraris, considerato dai tifosi pescaresi uno degli artefici del grande salto targato Baldini. Alle loro spalle un giovane di prospettiva come Knezovic, a segno su rigore nel match d’esordio col Siracusa e spesso incisivo da subentrante.

E la partenza degli attaccanti granata era stata effettivamente ottima: 5 gol in gare ufficiali per Inglese, tre gol consecutivi per Ferraris e tante giocate di qualità e Ferrari risolutivo con Cavese, Casarano e Giugliano, fino alla rete sotto la Sud nel derby di Liguori sull’ennesimo assist di Villa. Poi qualcosa si è inceppato, con Inglese a secco dal 4 ottobre e fischiato dal pubblico in occasione del match con il Trapani e Ferraris sacrificato sull’altare dell’equilibrio tattico e schierato sia come esterno, sia come trequartista per tenere basso il mediano avversario.

Proprio il numero 20, che a ottobre sembrava a un passo dal passaggio a titolo definitivo alla Salernitana prima del dietrofront imposto dalla proprietà, si è incomprensibilmente inceppato. Sicuramente cambiare posizione ogni domenica non lo ha aiutato, ma anche da seconda punta non si è più visto quel giocatore devastante che, a settembre, veniva indicato dalla tifoseria come il vero colpo del mercato estivo. “Ma deve giocare in area di rigore” ammonivano da Pescara, ritenendo che le scelte di Raffaele non esaltassero le sue caratteristiche. E poi Ferrari. 5 gol in 5 mesi, la media di uno ogni trenta giorni. Troppo poco. Il rigore sbagliato col Cosenza ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, visto che i 9000 dell’Arechi lo hanno fischiato scrivendo, sul web, che una sua cessione non desterebbe scalpore.

A maggior ragione ora che è arrivato Lescano. L’esordio dell’ex Avellino ha entusiasmato, al netto di un gol sbagliato a tu per tu con Del Sorbo. Un palo, un assist, una rete: un bottino niente male per chi è stato gettato nella mischia 48 ore dopo aver firmato. Su Molina non ci sono elementi per esprimersi: il curriculum parla di un attaccante tutt’altro che prolifico, riserva anche a Siracusa, ma in questa rosa fungerà da riserva. Certo, considerando che la lista over oggi blocca i necessari acquisti vien da chiedersi se non sia stato un errore del direttore sportivo prendere chi rischia di trovare pochissimo spazio finendo già sul mercato in estate.

A questo punto è facile prevedere che Raffaele opterà sempre per il 3-5-2, con Ferraris e Lescano coppia ben assortita, Ferrari (se restasse) prima alternativa, Molina a dare una mano se necessario e Liguori e Achik in corso d’opera se c’è da recuperare o per sfruttare la stanchezza degli avversari, proprio come accaduto – e con buoni risultati – a Potenza domenica scorsa. Di certo c’è che, per sognare la B diretta, non si può prescindere da un attacco maggiormente prolifico, che quantomeno si avvicini allo strapotere di un Benevento che viaggia alla media di tre reti a partita primeggiando con merito. A Raffaele il compito di amalgamare al meglio i giocatori, ai protagonisti del rettangolo verde quello di migliorare le performance.

Sezione: News / Data: Ven 30 gennaio 2026 alle 18:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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