Il mercato si è concluso ormai da più di 24 ore, e dall'esterno può sembrare facile dare un giudizio su quello che è stato fatto dagli addetti ai lavori. In realtà no, non è semplice, e me ne rendo conto ogni anno di più; non perché uno non si voglia esporre, ma perché alla fine emerge molto spesso un grossa differenza tra "la carta" e il campo.
Nel pratico: ero esaltatissima in estate per il mercato granata, ma i risultati hanno detto che sì, le cose vanno bene, ma sarebbero potute andare meglio. Le rose di Catania e Benevento stanno rendendo maggiormente, ed è questo ciò che conta.

Poi, è pieno sempre vero che quello di gennaio si chiama comunemente anche "mercato di riparazione", segno evidente che una rosa non va costruita per intero ma va eventualmente riparata, aggiustata. Insomma, piccoli e funzionali ritocchi. E anche in tal senso il lavoro di Faggiano non è mancato: Varone e Knezovic erano fuori dai piani tecnici e son stati ceduti, Antonucci rappresenta una variazione all'ormai ex Liguori per soluzioni differenti in attacco, Lescano è una garanzia e gli altri nuovi volti hanno avuto già un primo positivo impatto. Gyabuaa - dopo l'argentino - più di tutti.
La rosa adesso è molto più competitiva, con più alternative. Sulla carta intanto, ed eccoci al discorso di prima. Fare ora bilanci è avventato, serviranno risposte.

E per risposte non intendo a questo punto il primo posto. La promozione in Serie B può passare anche dai playoff: non conta il come, ma l'obiettivo. 
Poi, non potrà a mio avviso dirsi mai "annata fallimentare" quella di questo anno, è stato un anno zero, di rinascita e ricostruzione, con anche meno dichiarazioni avventate. Però, un passo in più...

Sezione: Editoriale / Data: Mer 04 febbraio 2026 alle 00:00
Autore: Redazione TS
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