Il giro di boa di questa Serie B è ormai alle spalle e la stagione inizia ad entrare nel vivo. Una delle annate più surreali della storia ci ha donato un campionato tanto competitivo quanto lontano da qualsiasi pronostico. L’Empoli sembra intenzionato a fuggire da un momento all’altro, ma dal secondo al settimo posto sono racchiuse sei compagini in 4 punti. Per analizzare questa inverosimile situazione abbiamo interpellato uno dei massimi conoscitori della serie cadetta: Nicola Binda, giornalista della Gazzetta Dello Sport.

Domanda di rito: la Salernitana è vicinissima alla vetta, dopo averla anche occupata per diverso tempo. Lei se lo aspettava?

“No, per me è una delle sorprese di questo campionato perché rispetto alle altre squadre che occupano i piani alti della classifica, la Salernitana è quella con l’organico qualitativamente inferiore. Tuttavia, siccome questo è un campionato particolare, i veri valori delle squadre non sono ancora stati espressi al 100% perché si vive e si lavora male. Invece Castori è stato bravo a trasferire le motivazioni giuste alla squadra, ricavando un rendimento elevato dai suoi elementi tale da colmare quel gap qualitativo”.

Qual è la chiave di questo andamento così positivo? Può influire l’assenza del pubblico?

“Si sa che il pubblico dell’Arechi sa farsi sentire, è tutt’altro che banale. Questo sia nel bene che nel male, come ad esempio San Siro: sei vinci ti fa sentire un super eroe, se perdi ti butta giù. Molto dipende anche dal carattere dei giocatori. Dunque, visto l’andamento della Salernitana in questo momento, penso che avere un Arechi dalla propria parte in certe partite sarebbe servito molto alla squadra. Poche formazioni di questa Serie B sono abituate a giocare davanti ad un pubblico del genere. A mio avviso, in questo momento lo stadio vuoto è un danno per la Salernitana. Se quello dell’Arechi è un pubblico da Serie A? Dico decisamente di sì, Salerno è una piazza che merita la A per pubblico, storia, impianto e tifoseria”.

Dopo i tre KO di fila contro Pordenone, Monza ed Empoli, si aspettava che la Salernitana ritrovasse la forza per restare lì dov’è?

“Assolutamente sì, in primis perché lì in alto nessuna scappa: sono agganciate l’una all’altra, quindi la classifica resta corta. Poi Castori non è di certo uno abituato a spaventarsi, anzi credo sia troppo esperto per farsi buttar giù, persino dopo tre sconfitte di seguito che avrebbero messo in ginocchio un elefante”.

I “soccorsi” arrivati dal mercato di gennaio consentono un ulteriore salto di qualità?

“Il mercato di gennaio è fatto per gli aggiustamenti, correggere errori o problemi presenti in precedenza. In un mercato poi complicato come quello che abbiamo vissuto, in cui ci sono stati tanti movimenti ma altrettanti ‘no’ davanti a richieste irraggiungibili. La Salernitana ha perso un attaccante come Giannetti, quindi una nuova alternativa a Djuric e Tutino sarebbe potuta arrivare. Evidentemente però la valutazione fatta ha portato a puntare su questo organico, ma se ci dovessero malauguratamente essere problemi per questi due la squadra ne risentirebbe”.

Monza ed Empoli le due corazzate di questa Serie B: quale delle due vede favorita per la vittoria finale?

“Sicuramente il Monza, ha l’organico più forte di tutte le altre e vanta un ampio pacchetto di alternative. Lo testimoniano questi turni infrasettimanali, in cui la squadra può permettersi di variare interpreti senza doversi indebolire. Alla lunga penso che supererà l’Empoli, pur essendo quest’ultima una grande formazione che non perde da sedici partite. Credo che il Monza può solo perderlo con le proprie mani questo campionato”.

Sezione: Esclusive TS / Data: Ven 12 febbraio 2021 alle 21:30
Autore: Ferdinando Gagliotti / Twitter: @Ferdinandogagl3
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