È impossibile, dopo un episodio come quello occorso a Dziczek , non essere preoccupati per il prosieguo della carriera ». Il malore che ha colto il centrocampista granata nel secondo tempo della sfida di Ascoli ha fatto tremare anche gli addetti ai lavori, tra questi anche Alfonso De Nicola, storico medico sociale del Napoli durante la presidenza di Aurelio De Laurentiis prima di lasciare il club partenopeo nel luglio 2019. "Quello del calciatore della Salernitana è stato un incidente che personalmente mi ha colpito", dice il professionista sannita, sostenendo che, dopo il pericolo scampato, ci sia bisogno di fare chiarezza e motivare il perché di dell’accaduto. Tanto dipenderà dal risultato delle indagini diagnostiche presso una struttura di Roma, per dare una spiegazione alla “sincope vagale” accusata nuovamente il regista polacco. «Resto però convinto che con visite di idoneità accurate e soprattutto con esami dettagliati per uno sportivo tutto possa essere preventivabile", dice De Nicola.

Dottore, come si può spiegare una recidività in un caso del genere?

"C’è qualcosa che non funziona. Proprio il fatto che si tratti della seconda volta in pochi mesi spaventa ancor di più. Una crisi vagale può capitare a chiunque ma questa recidività non è per nulla un messaggio confortante".

I soccorsi sono stati immediati, durante la partita, prima grazie al calciatore Di Tacchio e poi con i sanitari a bordo campo.

"La velocità in questi casi è fondamentale. In primis, è stato bravo Di Tacchio a fare una manovra precisa per evitare il soffocamento. Successivamente, avere a disposizione il defibrillatore pronto all’uso in caso di necessità gli avrebbe salvato la vita".

C’è il rischio che Dziczek possa terminare la carriera?

"Purtroppo è una possibilità, questo è innegabile. In un caso del genere, dopo la recidività in un breve lasso di tempo, il mio consiglio sarebbe quello di smettere. Questa volta è andata bene ma nessuno può garantire che non ci saranno alti rischi".

È possibile rintracciare le cause, spiegare al calciatore stesso come è stato possibile fare i conti con questo avvenimento?

"Bisognerebbe capire in che modo e attraverso quali indagini è stata rilasciata l’idoneità sportiva. Si tratta di un esame che spesse volte viene sottovalutato. Purtroppo c’è chi mette in gioco la propria vita, pertanto c’è bisogno di controlli certosini. Per questo motivo vale la pena approfondire le varie prove da sforzo ma con la possibilità anche di effettuare test cardio-polmonari. Il motivo è legato anche al Covid-19, soprattutto per studiare e capire se questo virus possa lasciare strascichi sugli atleti".

Quali sono le mosse possibili per provare ad evitare incidenti del genere?

"Occorre fare azioni di prevenzione importanti, perché qui si parla di vita non solo di sport. Bisogna inculcare nella mentalità degli atleti, così come in quelle delle persone che sono semplici amatori, che è possibile svolgere attività solo se non c’è nessun rischio di incorrere in problematiche del genere perché si rischia di rimetterci la vita".

Sezione: News / Data: Mar 23 febbraio 2021 alle 10:00 / Fonte: La Città
Autore: TS Redazione
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