L'ex portiere della Salernitana Salvatore Soviero è intervenuto a "TuttoSalernitana", trasmissione in onda su SeiTv: "Il campionato lo vince una sola squadra. A livello economico il Catania e il Benevento non penso siano inferiori alla Salernitana. I campionati vanno programmati, loro lo fanno da diversi anni. La Salernitana deve cercare di trovare la posizione migliore per affrontare i playoff. Sono diversi anni che cercano di vincere il campionato e non ci riescono. Sono delle corazzate: la C la vince la squadra più pronta per la categoria. La Salernitana doveva fare qualcosa in più dopo due retrocessioni. Faggiano? Male no, ma non benissimo se sei a dieci punti dalla vetta. Forse ci si aspettava qualcosa in più, magari qualche difensore. Sento parlare di budget ma non c'è certezza di vincere anche se fai una squadra forte".

Sul portiere.
"Si fa presto a trovare un colpevole quando si perde. Quando le cose vanno male non è solo colpa del portiere. C'è qualcosa che non va, il pubblico deve stare vicino alla squadra e fare gli interessi al di là delle antipatie. Donnarumma è un buon portiere, ha giocato nel Milan e poi a Padova. Non è un portiere trovato per caso, ha fatto bene in C".

Non è semplice per un allenatore lavorare sotto pressione sapendo di essere in bilico.
"Tutti gli allenatori lo sanno: se non raggiungi l'obiettivo possono mandarti via. La Salernitana è stata costruita per vincere, forse manca qualcosa se sei terzo. Le colpe però sono di tutti, allenatore compreso".

Forse era meglio puntare su un allenatore che aveva già vinto come Gallo.
"Potrei dire la stessa cosa di Gallo. È un allenatore bravo che ha trovato le condizioni giuste. Chiavari non è come Salerno: se non vinci non succede niente. Il Girone A e il Girone B non sono dello stesso livello del Girone C. Lo stress che c'è nel girone meridionale non c'è da altre parti. Salerno era in A fino a poco tempo fa, non può esserci la stessa pressione".

La Salernitana è inferiore a Benevento e Catania di dieci punti?
"Se il campo dice questo dopo 26 partite è la verità, significa che hanno qualcosa in più, senza nascondersi".

Cosa è mancato alla Salernitana nel playout con la Sampdoria?
"La voglia. Il ripescaggio era un alibi, si pensava ai ricorsi. La Samp aveva la testa di essere già retrocessa. Il fatto di pensare di essere ripescati li ha portati a fare qualcosa in meno, era solo un fatto mentale".

A gennaio sono cambiati 15 giocatori.
"Quando si va male vanno male tutti. Se sei terza non stai facendo un brutto campionato, ma venendo da due retrocessioni allora sta facendo male. Cambiare tanti giocatori non è facile per l'allenatore. Significa che ti manca qualcosa e lo vai a cercare a gennaio".

Sulla piazza di Salerno.
"Chi viene a Salerno adesso non si rende conto dell'importanza della maglia e del pubblico. Salerno è esigente: quando le cose vanno bene sono tutti sotto la curva. Ai miei tempi dopo le vittorie non si andava a festeggiare, avevamo fatto solo il nostro dovere. Quando si perdeva si abbassava la testa e si andava nello spogliatoio. Oggi si vivono realtà diverse. All'Entella che contestazioni possono fare? Qui, se non sei forte mentalmente, non puoi esprimere le tue potenzialità".

Su Iervolino.
"Non tutti reagiscono allo stesso modo alle offese personali e familiari. Sono cose brutte dappertutto. Agli scienziati di Facebook dico che sono la polvere sopra la cornice. Capita anche a me: se esprimo un parere vengo attaccato personalmente. Se mi dici che sono scarso va bene, ma non bisogna offendere sul piano personale. Questa è stata la chiave di rottura con la società. In conclusione, sempre Forza Salernitana".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 21:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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