“Se si legge solo il risultato si può pensare a un Casarano in grossa difficoltà, invece a tratti abbiamo dominato sul piano del palleggio e abbiamo costruito azioni importanti pagando a caro prezzo errori individuali. Ma il 3-0 è eccessivo rispetto a quanto visto nell’arco della partita”. Parole e musica di Vito Di Bari, tecnico del Casarano che ha fotografato in modo tutto sommato obiettivo una gara che i granata hanno finalmente vinto con ampio scarto pur con una performance non molto differente rispetto a quelle passate. A spostare gli equilibri, come sempre, sono gli episodi e – in questo caso – sono stati quasi tutti a favore della Salernitana.

Basti pensare che, nella ripresa, si è passati repentinamente dal potenziale rigore dell’1-1 alla doppietta di Lescano che ha messo al tappeto un Casarano condizionato da qualche assenza pesante, ma lontano parente della squadra sbarazzina, aggressiva e pericolosa ammirata per quasi tutto il girone d’andata. I granata, come detto, non hanno dominato come suggerirebbe il risultato. Il doppio legno colpito dagli ospiti a metà primo tempo poteva cambiare l’inerzia della gara, a tratti la squadra ha lasciato troppo spazio al palleggio dei pugliesi pur contenendo bene quel Chiricò che a gennaio fu a un passo dalla Salernitana prima del clamoroso dietrofront.

Ci sono, però, tante note positive dalle quali ripartire. Anzitutto la ritrovata compattezza della difesa: appena due gol subiti nelle ultime sei gare, nessuno ha fatto meglio nel girone C in quest’arco temporale. La presenza di Capomaggio al centro della retroguardia al posto di un Golemic in costante involuzione consente di alzare il pressing e di non schiacciarsi all’interno dell’area di rigore, tra l’altro con una buona capacità di costruire dal basso e di ripartire senza affidarsi a infruttuosi lanci lunghi come accaduto a Cerignola.

Anche le statistiche confermano quanto sia cresciuta la Salernitana in fase difensiva. Fino al derby di Benevento la Bersagliera era tra quella che subiva il maggior numero di conclusioni verso lo specchio della porta, da un mese e mezzo a questa parte (eccezion fatta per la debacle di Siracusa) Donnarumma è invece inoperoso e si deve limitare all’ordinaria amministrazione pur regalando qualche brivido ai tifosi sulle uscite. E poi Molina, la scelta a sorpresa di mister Raffaele: gol, doppietta sfiorata, grande lavoro dal punto di vista fisico e uno spirito di sacrificio che è stato apprezzato dallo staff tecnico e dal pubblico presente. Che possa essere il partner ideale di Lescano, visto che ha vinto tutti i duelli aerei permettendogli di giocare maggiormente in area senza girovagare per il campo a caccia di palloni giocabili?

Tra le note positive Achik – finalmente nel suo ruolo naturale e libero di svariare su tutto il fronte offensivo – e Gyabuaa, mediano che incarna quelle caratteristiche che tanto sono mancate al centrocampo granata per larghi tratti della stagione. Ora, ovviamente, occorre continuità. A Cava non si può sbagliare e un malaugurato passo falso potrebbe rimettere fortemente in discussione un allenatore che, però, ha la classifica dalla sua parte. Catania e Benevento sono oggettivamente superiori e la Salernitana di Raffaele, terza, sta facendo il massimo possibile.

Al Lamberti potrebbero esserci novità di formazione. Carriero è uscito acciaccato e Tascone è pronto per sostituirlo, Achik invece ha chiuso il match con i crampi ma sarà regolarmente a disposizione. Da capire se Ferraris soffierà il posto a Molina in attacco o se prevarrà la voglia di dare continuità a una formazione che, finalmente, ha vinto e convinto. 

Sezione: News / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 16:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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