Quando il club ha pubblicato sui canali ufficiali la formazione che avrebbe affrontato il Casarano, non c’è stato un solo tifoso che non abbia aspramente e aprioristicamente criticato la scelta di Raffaele di gettare nella mischia dal primo minuto quel Molina etichettato da piazza e addetti ai lavori come innesto non adeguato per alzare il livello dell’organico. Effettivamente, in quel periodo storico, lo staff tecnico e la torcida granata avrebbero avuto bisogno del cosiddetto “colpo” per ritrovare entusiasmo e per percepire la volontà della società di tentare la scalata al primo posto. Guai ora a passare da un eccesso all’altro, ovviamente: Molina, nelle gerarchie, è la principale alternativa a Ferrari e teoricamente viene dietro anche a Ferraris e a quell’Inglese che, da marzo in poi, dovrebbe finalmente tornare a disposizione.

Ma nell’epoca dei cinque cambi e con gare playoff da dentro o fuori, avere una panchina lunga e tanti attaccanti che vedono la porta non può che essere un grosso vantaggio per ogni squadra di calcio. In attesa che si riconfermi già domani nel derby di Cava, il centravanti argentino ha comunque risposto presente meritando la palma di migliore in campo. Il gol di testa su cross di Achik è stato di pregevole fattura, altrettanto bella l’esultanza liberatoria sotto la curva Sud. Pugni battuti sul petto, richiesta di accantonare la contestazione e di sostenere la squadra, un chiaro messaggio all’ambiente: “Per la B ci sono anche io”.

Galvanizzato dalla rete, Molina ha disputato davvero un ottimo primo tempo sfiorando il raddoppio prima con una rovesciata spettacolare, poi con un tiro dal limite dell’area ben parato dal portiere. E se Lescano, nella ripresa, ha potuto avanzare il raggio d’azione svincolandosi da uno sfiancante lavoro in non possesso è stato soprattutto merito del numero 25, bravissimo nei duelli aerei e altrettanto efficace nella protezione del pallone. Nei pochissimi minuti a disposizione nelle gare precedenti già si era intravisto un bagaglio interessante. Contro il Giugliano un tiro-cross al 95’ per poco non metteva Lescano in condizioni di segnare il 2-1, anche col Sorrento ha fatto salire la squadra consentendo alla Salernitana di ripartire e di creare superiorità numerica. Insomma, un impatto sorprendentemente positivo che conferma che non bisogna mai giudicare se non dopo aver visto all’opera un calciatore.

Il concetto va ribadito: non si mettano troppe pressioni sulle spalle di un giocatore che, curriculum alla mano, non è mai stato un goleador. E certo non può essere lui a risolvere da solo i problemi dei granata. Tuttavia onestà intellettuale impone di fare i complimenti. A Raffaele per aver avuto il coraggio di giocarsi la panchina gettando nella mischia il volto nuovo più criticato in assoluto e a lui per essersi tappato le orecchie e per aver trasformato i fischi in applausi. E il fatto che abbia conquistato il pubblico in una serata di contestazione per tutti vale sicuramente doppio. Un gol nel derby del Lamberti lo farebbe già entrare nella storia.

Sezione: News / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 17:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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