Un Luca Fusco a tutto tondo, senza peli sulla lingua, quello che si è presentato ai microfoni di "Zona Cesarini - L'Originale". L'ex allenatore della Primavera della Salernitana, legato al club granata per un triennio, ha approfittato della trasmissione per fare chiarezza su alcuni aspetti del suo rapporto con il club e, soprattutto, per lanciare messaggi chiari alla dirigenza riguardo al futuro del settore giovanile.
«Sono stato tre anni alla Salernitana e non ho avuto il piacere di conoscere il presidente Iervolino», ha esordito a sorpresa Fusco, sottolineando con questa frase la distanza siderale tra la proprietà e una parte importante della sua realtà, come il vivaio. Un'affermazione che pesa come un macigno e che fotografa una comunicazione interna quantomeno problematica.
Il tecnico ha poi voluto difendere a spada tratta il lavoro svolto nel settore giovanile, messo in discussione da più parti dopo un periodo non semplice per le squadre minori. «Non è vero che nel settore giovanile granata si lavora male», ha scandito Fusco, snocciolando nomi e dati a supporto della sua tesi. «Sono passati calciatori di prospettiva come Nunziata e Fusco (il calciatore omonimo, ndr), che hanno fatto 50 presenze in Serie C. Vuillermoz sta giocando titolare a Giulianova. In Primavera, poi, ci sono elementi come Belfiore e Guacci che sono di grossa prospettiva».
E proprio su questi giovani talenti si concentra il timore principale di Fusco: «Ma io ho il timore che non li conoscano». Un'accusa implicita alla dirigenza, rea di non monitorare a dovere i propri gioielli, rischiando di perderne il controllo o di non valorizzarli adeguatamente in ottica prima squadra.
Infine, un affondo sulla situazione della prima squadra e sull'ipotesi, circolata nei giorni scorsi, di un avvicendamento in panchina che potrebbe portare a Giulianova un volto noto dell'ambiente. «Nei giorni scorsi è venuto fuori il nome di Stendardo come possibile nuovo allenatore della Salernitana», ha ricordato Fusco. «Ma siamo sicuri che la Salernitana conosca Stendardo allenatore?». Un interrogativo retorico che mette in dubbio la profondità delle valutazioni tecniche del club, alludendo a una possibile scelta dettata più dalla conoscenza del personaggio (Stendardo è stato calciatore e dirigente granata) che dalle sue reali qualità e competenze come mister.
Le parole di Fusco accendono i riflettori su tre nodi caldissimi in casa Salernitana: la distanza tra proprietà e settore giovanile, la reale conoscenza dei talenti in casa, e la strategia (o l'assenza di essa) nelle scelte tecniche per la prima squadra. Un nuovo fronte di discussione per una piazza, quella salernitana, sempre molto attenta e passionale.
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