Maurizio Milan, Umberto Pagano e Daniele Faggiano hanno comunicato al proprietario Danilo Iervolino la volontà di proseguire con Giuseppe Raffaele nonostante il -11 dalla vetta e una netta involuzione sul piano del gioco. Quella che venerdì sera sembrava una decisione inevitabile si trasformata probabilmente in un’occasione persa per lanciare un messaggio a una piazza esasperata e che martedì diserterà in massa lo stadio Arechi. Subito dopo il triplice fischio finale c’erano stati segnali di nervosismo collettivo: calciatori a testa bassa scacciati dai tifosi, nessun dialogo o confronto con lo staff tecnico, Faggiano in panchina senza proferire verbo e le solite divergenze sul da farsi che hanno fatto perdere tempo prezioso, al punto da non poter rinviare l’allenamento previsto nella mattinata di ieri.

“Non mi dimetto, sono due mesi che dite che sono in discussione.C’è una società che decide” aveva detto il mister nel post gara. In realtà Raffaele non aveva mai ricevuto comunicazioni in senso contrario, con Faggiano che si era riservato di sciogliere le riserve dopo una notte di riflessione forte anche della scelta di Iervolino di delegare a lui ogni responsabilità in merito.  Ieri mattina il mister, fortemente sfiduciato dall’ambiente, si è presentato regolarmente al Mary Rosy per dirigere la seduta e per parlare a un gruppo che, in parte, palesa insofferenza e che – secondo qualcuno - non lo segue più. I musi lunghi sono palesi: escludere calciatori che hanno tirato la carretta per inserire da subito i nuovi e la gestione di Ferrari – tanto per fare un esempio – hanno acuito la tensione all’interno di uno spogliatoio che, alle prime difficoltà, ha dimostrato di non essere poi così unito.

Quanto a Raffaele, situazione chiara: salvo rovinose cadute contro il Casarano il tecnico siciliano avrà a disposizione 180 minuti per blindare la propria posizione. 4/6 punti contro i pugliesi e nel derby di Cava o sarà interrotto il rapporto lavorativo, con l’idea di risolvere consensualmente il contratto con oltre 12 mesi d’anticipo. A giugno potrebbe invece salutare Faggiano. Non aver contattato nessuno per l’eventuale sostituzione significa farsi cogliere impreparati, visto che da tempo si invocava una scossa a causa di una involuzione costante e pericolosa.

Il turno infrasettimanale e l’assenza di Stendardo sul territorio causata dalla trasferta della Primavera ad Ascoli hanno dato ulteriore spinta al club per evitare l’ennesimo ribaltone degli ultimi 4 anni, oltre alla mancata convinzione della proprietà di investire  soldi per un'altra guida tecnica che certo avrebbe chiesto garanzie sui programmi a medio-lungo termine.  Marino aspettava solo una chiamata e persone a lui vicine assicurano sia pronto per tornare. Pagliuca è ipotesi più per la prossima stagione. Nel frattempo, per Milan e Iervolino, la certezza si chiama Raffaele. Per buona pace della tifoseria. Almeno fino a dopodomani.

Sezione: News / Data: Dom 08 febbraio 2026 alle 15:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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