Vi abbiamo ampiamente documentato la contestazione civile dei tifosi nei confronti della società. Ma stavolta ci sono stati cori anche all’indirizzo di Daniele Faggiano. Gli ultras hanno chiesto al direttore sportivo di andare via, o con un esonero o con le dimissioni. Contestato il mercato estivo (ricco di errori), quello invernale (non colmato il gap con le dirette concorrenti, l’operazione Lescano è stata condotta anzitutto dalla proprietà e dopo l’esposizione degli striscioni di protesta) e alcune esternazioni pro società che si scontrano con quanto accaduto nell’ultimo triennio. “Faggiano vattene” cantavano i tifosi, risparmiando dalla contestazione il tecnico Giuseppe Raffaele (pur fischiato al momento della lettura delle formazioni). I – pochi – presenti hanno poi dato la spinta giusta nell’arco dei 90 minuti.

Non il solito clima incandescente, sia chiaro, anzi uno stadio molto freddo che si è acceso a sprazzi. Ma cosa si può dire a una tifoseria che, passata dalla A alla C, ha risposto con 5300 abbonati, 12mila spettatori in media in casa e sold out in tutte le trasferte aperte al pubblico ospite e con annessa coreografia da brividi con la Casertana che ha fatto il giro del web a livello internazionale? Solo dopo il triplice fischio è proseguita la contestazione all’indirizzo della squadra, con lo striscione “Indegni” in bella vista e i giocatori etichettati come “mercenari” invitati a tirar fuori gli “attributi” perché “meritiamo di più”.

In questo caso, però, negli altri settori c’è stato un atteggiamento diverso, visto che la tribuna ha applaudito i protagonisti del rettangolo verde “perché più di questo non possono fare, hanno vinto 3-0 e non è colpa loro se hanno grossi limiti tecnici”. La piazza, insomma, si sta mentalizzando alla disputa dei playoff e si preoccupa di quanto non fatto nel mercato invernale. Al netto del colpaccio Lescano, dell’ottimo impatto di Gyabuaa, della crescita di Arena e del primo gol stagionale del sorprendente Molina è evidente che manchino un dodicesimo che possa giocarsi il posto con l’altalenante Donnarumma, un difensore centrale rapido e un centrocampista di grande qualità. Forse anche un esterno bravo nell’uno contro uno, visto che Achik sembra l’unico in grado di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica.

Ci sono, al contrario, calciatori che continuano a non convincere. Golemic, dopo la disastrosa performance di Cerignola, è finito ancora in panchina, Tascone è stato atteso tanto in estate ma non ha mai fatto la differenza, Ferrari ha siglato appena 5 reti in stagione, Capomaggio è lontano parente del “tuttocampista” apprezzato a Cerignola pur sacrificandosi da difensore centrale con discreti risultati (un gol incassato in 5 gare), Quirini ha una media voto che sfiora il 4 ed è stato palesemente bocciato dalla dirigenza.

Sezione: News / Data: Mer 11 febbraio 2026 alle 16:30 / Fonte: Luca Esposito per TMW
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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