Quello che sta vivendo la Salernitana è un momento di profonda difficoltà, tecnica e soprattutto mentale, figlio di una stagione partita con tutt’altri presupposti. Per quattordici giornate la Bersagliera ha guidato il campionato, dando l’illusione di avere in mano il destino. Oggi, invece, resta aggrappata soltanto all’aritmetica per non dire definitivamente addio al sogno del primo posto.

Il ko di Cerignola non è stato solo un passo falso, è sembrato l’ennesimo segnale di una squadra smarrita, fragile, incapace di reagire alle difficoltà. L’involuzione è evidente. Dal punto di vista del gioco, la Salernitana fatica a costruire, concede troppo dietro e vive di fiammate isolate. Ventotto gol subiti sono un campanello d’allarme che non può più essere ignorato, soprattutto se rapportato alle ambizioni iniziali.

Sul banco degli imputati finisce inevitabilmente Giuseppe Raffaele. La società ha scelto di andare avanti, trasformando però la sfida con il Casarano in un vero e proprio esame finale. Una fiducia a tempo, che pesa come un macigno. Il confronto al Mary Rosy, la contestazione degli ultras, il clima teso che si respirerà all’Arechi raccontano di un ambiente stanco, deluso, emotivamente distante. Eppure, la squadra non è priva di risorse. Lescano resta un punto fermo, nonostante una sfortuna quasi beffarda che lo ha visto colpire tre legni in tre gare. A centrocampo, Gyabuaa e Carriero rappresentano dinamismo e solidità, mentre Antonucci potrebbe essere la chiave per aggiungere qualità tra le linee. Ma intorno a queste certezze ruotano tanti dubbi: Ferraris alterna luci e ombre, Ferrari non incide più, Tascone e Capomaggio sono in calo, la difesa cambia volto di settimana in settimana senza mai trovare stabilità.

Il mercato ha portato esperienza, ma non basta. Le scelte non sempre hanno dato i frutti sperati e oggi il rischio è quello di una squadra che sembra già guardare ai playoff, come se la stagione regolare fosse diventata una lunga attesa. Una sensazione pericolosa, perché i playoff non perdonano chi arriva senza convinzione. Contro il Casarano non sarà solo una partita. Sarà un giudizio collettivo su allenatore e squadra. Servirà una risposta vera, non solo nel risultato ma nell’atteggiamento. Perché se il sogno promozione diretta appare ormai svanito, la Salernitana ha ancora il dovere di ritrovare sé stessa. Prima che la stagione scivoli via tra rimpianti e occasioni sprecate.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 10 febbraio 2026 alle 00:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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