La nostra redazione, fisicamente presente sin dal ritiro di Sarnano, ha sempre evidenziato l'ottimo lavoro svolto da mister Castori e dal suo staff. Ad oggi, al netto di una involuzione pericolosa e purtroppo prevedibile, il voto per il tecnico supera di gran lunga la sufficienza e la Salernitana targata Lotito-Mezzaroma non aveva mai chiuso il girone d'andata in zona playoff. Chi parlava di "non-gioco" è stato ingeneroso. Certo, le statistiche dicono che i granata sono ultimi in cadetteria per tiri in porta e pericolosità offensiva (del resto facciamo fatica a ricordare miracoli dei portieri avversari), ma l'identità era ben precisa: organizzazione, cura maniacale della fase di non possesso e dei cosiddetti dettagli, verticalizzazioni e gioco pratico senza tiki taka nella propria area di rigore che tanti punti costò l'anno scorso. E' evidente, però, che quando c'è un calo fisico o le altre squadre iniziano a studiarti, la Salernitana diventa una squadra prevedibilissima. E, se va in svantaggio e deve cambiare spartito, quasi sempre finisce per prendere una imbarcata. Della formazione schierata a Empoli ne abbiamo parlato ampiamente, ci limitiamo ad accennare che una squadra priva di grosse individualità non può tenere in panchina Mantovani e Cicerelli. Tanto per fare un esempio. Soprattutto se le alternative sono Veseli, Lopez e Anderson.  Servirebbe un "piano B" che preveda un calcio anche più offensivo ed armonioso, in cui gli attaccanti non siano costretti ad arrivare fino alla propria metà campo a caccia di palloni giocabili e con quei cross dal fondo che fecero le fortune della Salernitana di Ventura.

Tradotto: anche un Lombardi al top non sarebbe stato quello dell'anno scorso se avesse giocato in posizione arretrata come accade, purtroppo, al povero Cicerelli. C'è una immagine emblematica, che induce ad una riflessione obbligata. Ricordate il Tutino onnipresente, carico d'entusiasmo e che pur di essere utile alla causa correva per tutto il campo garantendo qualità e imprevedibilità? Ieri, dopo l'ennesimo lancio sbagliato da un compagno, è apparso insofferente, infastidito, come non lo si era mai visto. Tutto dopo le parole dell'ex agente Pisacane che ha assicurato che l'attaccante napoletano non fosse convinto di accettare. Che la squadra sia "stanca" di questo schema del lancio lungo che limita molto la manovra? Il dilemma è questo: Castori ha capito i limiti oggettivi della rosa e si è adeguato basandosi soprattutto sul "non prenderle" o l'organico, comunque non eccelso, alla lunga viene depotenziato con un atteggiamento a tratti rinunciatario? A questa domanda potrà rispondere soltanto lo staff tecnico che, comunque, continua a chiedere per il mercato gente di gamba, che corra e che sia fisicamente imponente. Ma può bastare fino a maggio?

Sezione: News / Data: Mer 20 gennaio 2021 alle 22:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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