Il suo nome è stato spesso accostato alla Salernitana pur non essendoci mai state trattative ufficiali. Eppure, per carattere, potrebbe esaltarsi in una piazza calda come Salerno. Non “gufa” il collega Raffaele, ma ammette che accetterebbe una chiamata dalla società granata senza farsi il problema della categoria. Pierpaolo Bisoli, intervistato dalla redazione di TuttoSalernitana, ha dichiarato quanto segue:

“Non credo che ci sia una squadra superiore all’altra, ci sono dei momenti della stagione che vanno affrontati con equilibrio e con la compattezza tra tutte le componenti. Il campionato è ancora lungo, non penso neanche che il mercato possa stravolgere una stagione. Catania, Salernitana, Cosenza e Benevento si giocheranno il primo posto, fanno parte del girone più difficile; la Salernitana ora è terza e bisogna sostenerla, capire che certi momenti arrivano per tutti. E’ stata prima per 15 giornate, evidentemente anche le dirette concorrenti hanno accusato qualche battuta a vuoto”.

Bisoli prosegue: “Non credo che il successo sia legato ai moduli. Ho vinto cinque campionati tra tra B e C cambiando sistematicamente atteggiamento tattico durante le partite. È importante avere una mentalità vincente. Se ci fosse un modulo vincente lo farebbero tutti. L’allenatore sta cercando la quadratura, credo che pensare a sé stessi e alla propria crescita senza fossilizzarsi sui risultati delle altre sia una strategia intelligente. Salerno è una piazza importante, sono gli altri che devono pensare alla Salernitana sapendo di andare a giocare contro 15mila spettatori. È un patrimonio che non va disperso, credo sia la cosa più importante in assoluto”.

L’ex trainer di Brescia e Modena fa poi un’analisi generale: “Non credo che storicamente abbia vinto i campionati chi aveva la rosa migliore. L’anno scorso il Pescara ha chiuso la stagione regolare al sesto posto e poi ha trionfato in finale, evidentemente c’era un grande gruppo che ha saputo lavorare anche in funzione degli spareggi e non solo del primo posto. La Salernitana ha una buona rosa, con giocatori che possono giocare in B e un pubblico di categoria superiore che spinge tanto. Bisogna lavorare su questo. Ora è terza ma ci sono quattro squadre a giocarsela: vincerà chi sarà più tranquillo, chi non sarà troppo euforico quando si vince e chi non si farà prendere dallo sconforto quando perderà. A volte i pareggi vengono presi come mezze sconfitte e invece certi campionati si vincono anche per quel punticino che al momento ti dà noia e alla lunga determina”.

Infine un chiarimento sulle voci passate di un suo arrivo a Salerno e un pensiero sul lavoro del collega Raffaele: “Non mi hanno mai contattato, ma mi sarebbe piaciuto. Sono stato visto come un nemico acceso perché ho un comportamento che mi fa vivere le partite in un certo modo, ma lo farei per qualsiasi squadra. Sarebbe una piazza che mi stimolerebbe da matti, anche in C. Quattro anni fa ho rischiato di andare in D. Per un allenatore contano il progetto, la piazza e l’ambizione. A Salerno la società ha avuto qualche problema ma aveva propositi giusti visti i soldi spesi. Ci sono state delle contingenze che hanno portato alle retrocessioni, ma bisogna tenersi strette proprietà che possono spendere. La Salernitana è una delle top di Serie C e B sul piano finanziario e la cadetteria è la reale dimensione per un club che può ambire anche a fare qualche anno in più di A. Non gufo i colleghi, anzi dico che non credo che chiamerebbero me in caso di ribaltone visto che non ci sono mai state interlocuzioni. Il mister deve essere libero di lavorare senza intromissioni: è il capo dell’area tecnica, deve avvertire fiducia e sostegno”.

Sezione: News / Data: Sab 17 gennaio 2026 alle 17:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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