L’Arechi ha risposto con il silenzio. O quasi. Contro il Casarano lo stadio ha fatto registrare il minimo stagionale di presenze. Un colpo d’occhio insolito, quasi surreale, per una piazza che negli anni ha trasformato il proprio impianto in un fortino ribollente di passione. Prima del fischio d’inizio è andata in scena la protesta annunciata dagli ultras, che hanno manifestato il proprio dissenso all’esterno della Tribuna per poi entrare regolarmente sugli spalti e sostenere la squadra durante i novanta minuti.

Un segnale chiaro: l’amore per la maglia non si discute, ma la pazienza sì. E anche dopo la vittoria, non sono mancati i fischi. Un paradosso solo apparente. Perché il malumore nasce da settimane di prestazioni deludenti, da un primato sfumato e da una sensazione di fragilità che ha incrinato il rapporto tra squadra e ambiente.

Il successo della Salernitana contro il Casarano col risultato netto di 3-0 è un primo passo, ma ovviamente non può bastare a ricucire uno strappo profondo. Adesso serviranno soprattutto continuità, atteggiamento e risultati per riportare entusiasmo. L’Arechi sa trascinare, ma pretende risposte vere. E non solo per una sera.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 11 febbraio 2026 alle 21:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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