Quello conquistato a Udine è un punto d'oro per la Salernitana. Possiamo discutere da qui a domani della possibilità di sfruttare meglio la superiorità numerica, ma questa squadra è arrivata in Friuli con assenze pesanti e con calciatori senza ritiro nelle gambe o addirittura ufficializzati 48 ore prima. Non si poteva chiedere di più, insomma. In attesa che mister Nicola trovi la quadra analizzando con serenità se il 3-5-2 sia il modulo adatto per sfruttare le caratteristiche della rosa, è giusto godersi una prova di gran cuore in cui spiccano le sgroppate di Mazzocchi e i recuperi difensivi di Gyomber. In pratica i migliori in campo sono stati i calciatori che c'erano anche l'anno scorso, se aggiungiamo un Bonazzoli convincente e un Sepe sempre incisivo quando chiamato in causa. Riteniamo sia stato giusto assumere un atteggiamento equilibrato anche in 10 contro 11, dal momento che l'Udinese è squadra ostica assai in casa e che in contropiede poteva far male. Stiamo parlando di una formazione che, sette giorni fa, segnava due gol a San Siro mettendo in difficoltà i campioni d'Italia mentre oggi ha calciato in porta soltanto in due occasioni, sempre su errori della Salernitana e mai per iniziative personali. Sottil avrà molto da lavorare, inutile prendersela con un arbitro che aveva dato un rigore inesistente ai bianconeri e che ha giustamente espulso un calciatore per un fallaccio su Mazzocchi. Che, a nostro avviso, dovrebbe essere convocato in Nazionale senza se e senza ma.
E' ora comunque tempo di guardare al futuro e di inserire in organico quei due tasselli che servono per rendere altamente competitiva una squadra interessante. Certo, il fatto che siano arrivati tanti giocatori non significa automaticamente che la Salernitana possa ritenersi già salva. Gente come Botheim, Sambia, Bradaric, Bronn, Dia e Vilhena dovrà dimostrare molto, mentre Pirola pare non abbia convinto appieno e Lovato si rivedrà tra più di un mese. Circolano nomi di under o di gente proveniente dai campionati stranieri, ma a nostro avviso ora occorre gente d'esperienza, che conosca il campionato italiano. Ranieri-Verdi e un attaccante di spessore sarebbe trittico davvero da metà classifica, speriamo che Iervolino scenda in campo in prima persona per riportare alla base due dei protagonisti principali della storica cavalcata salvezza. Al resto penserà il pubblico. Al netto di una campagna abbonamenti a ritmi blandi, si registrano 26000 spettatori contro la Roma, 11mila in coppa Italia in pieno agosto e 1000 a Udine, senza dimenticare i 1300 tagliandi già staccati per Bologna. Ora all'Arechi inizieranno una serie di scontri diretti che, vinti, potrebbero consentire ai granata di andare alla lunga sosta con la mente serena e la possibilità di vivere un futuro senza affanni. Per farlo sarà determinante l'apporto di ogni singolo tifoso.
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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