Entusiasmo ai minimi termini, uno dei momenti di maggior distacco emotivo della storia granata. Dal sinallagma d’amore al minimo stagionale il passo è stato breve, visto che anche domani pomeriggio l’Arechi sarà praticamente deserto nonostante ci si giochi una delle ultime speranze di avvicinarsi quantomeno al secondo posto. Lo strappo tra l’ambiente e la società è evidente e la linea degli ultras non cambia: sostegno incondizionato alla maglia, ma contestazione civile e pacifica all’indirizzo del proprietario Danilo Iervolino e del presidente Maurizio Milan.

Meno di 2000 biglietti venduti, tribuna e distinti vuoti, un tifo che sarà presumibilmente meno trainante del solito, almeno la metà dei 5300 abbonati che resteranno ancora una volta a casa in segno di dissenso. Al di là di quelli che saranno i dati ufficiali, è evidente che l’Arechi sarà uno degli stadi meno popolati di questo fine settimana, con lo striscione esposto al Mary Rosy nel giorno di Carnevale che conferma quanto la gente sia arrabbiata nei confronti di tutti coloro che rappresentano il club e che dividono equamente le responsabilità per una tale insoddisfazione popolare.

La società, assente sul territorio, è passata dalla A alla C proponendo sessioni di mercato al risparmio e basate sulle cessioni. Il ds Faggiano, invitato pubblicamente ad andare via, ha sbagliato tanto in estate e fino a metà gennaio collezionava rifiuti su rifiuti anche quando c’erano contratti solo da depositare. Il tecnico Raffaele si trova a -11 dalla vetta e non ha mai dato un gioco convincente alla squadra. I giocatori sono accusati di scarso impegno o di non avere le qualità sufficienti per essere protagonisti nella lotteria playoff. E anche con l’AD Pagano, dopo un’ottima partenza, il rapporto si è incrinato a causa di alcuni post sui social che hanno fatto storcere il naso alla torcida granata.

Non si arriverà alla diserzione come nel 2019, ma è evidente che senza un’immediata inversione di tendenza ci sarà uno stadio sempre più vuoto. E la scelta della società di non abbassare i prezzi dei biglietti e di non ripetere le iniziative per le scuole, le scuole calcio e le associazioni del territorio ha acuito un malcontento generale che ha radici lontane e che non può essere ricondotto soltanto ai disastrosi risultati sportivi. Salerno non dimentica le tante promesse mantenute, pretende presenza sul territorio e investimenti costanti per tornare dove si trovava nel gennaio del 2022 con un parco giocatori di livello, un ds vincente e – soprattutto – un inestimabile patrimonio d’entusiasmo.

Sezione: News / Data: Sab 21 febbraio 2026 alle 17:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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