Il calcio non è solo un gioco, ma un'esperienza unica, capace di travalicare i confini dello sport e di risultare un maestro di vita. Ecco che il trionfo della Salernitana, a ben guardare, potrebbe acquistare un significato più profondo, perché un'impresa che porta con sé un messaggio universale: mai smettere di sognare, anche quando tutto sembra perduto. Un traguardo che soli pochi mesi fa sembrava pura utopia ai più, ma coltivato giorno per giorno lontano dai riflettori, nel chiuso dello spogliatoio da mister Castori e i suoi fidi scudieri. Ora noi tutti "brindiamo ai sognatori, per quanto folli possano sembrare", citando la celebre frase del film "La La Land". Un'impresa sportiva di inestimabile valore, considerando i presupposti con la quale era iniziata, tra contestazioni e ritiro estivo vissuto nella più totale indifferenza della piazza. 

La Serie A arriva peraltro in un momento davvero difficile e drammatico, che ha costretto i tifosi lontani dalle gradinate, riempito gli ospedali, seminato il terrore tra la gente e costretto fin troppe attività commerciali a chiudere i battenti. La cavalcata della Salernitana ci ha accompagnato in questi mesi difficili donandoci una valvola di sfogo, un barlume di speranza, uno spiraglio di luce. Ed ecco che a tutta la società granata, a partire dai contestatissimi patron, passando per la squadra, l'allenatore, fino all'ultimo dei magazzinieri, va un sentito ed enorme GRAZIE. 

Ora però si apre lo spinoso e tanto discusso caso del passaggio di proprietà, con i patron Lotito e Mezzaroma in cerca di un acquirente per la società granata. La gestione degli imprenditori granata, pur con tutte le tensioni susseguitesi nel corso degli anni, è, a conti fatti, la più vincente di sempre nella storia del club e sarà certamente una sfida non da poco riuscire fare meglio per chiunque verrà dopo. Quello però che serve, in una categoria del livello della Serie A, è una proprietà esperta di calcio, già rodata, che sappia circondarsi di uomini di valore e che conosca la categoria. Occorre poi innanzitutto una progettualità ad ampio raggio, che getti le basi per qualcosa di importante non solo in termini sportivi: serve ristrutturare il settore giovanile e operare politiche sulle infrastrutture. La sfida è lanciata, Salerno aspetta il suo nuovo presidente. 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 14 maggio 2021 alle 20:50
Autore: Valerio Vicinanza
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