Salernitana, al peggio non c'è mai fine. Come se non bastassero le figuracce sul rettangolo verde, ecco che i nostri tesserati hanno deciso di toccare il fondo con una serie di dichiarazioni che sarebbe eufemistico definire imbarazzanti e lontane dalla realtà. Non ce ne voglia Marco Valentini, ma ciò che ha dichiarato a una parte solo (?) della stampa, ha un qualcosa di inascoltabile. Non che ci aspettassimo un passo indietro o una netta assunzione di responsabilità per il fallimentare mercato di gennaio, ma nemmeno una difesa a spada tratta di un lavoro sin qui pessimo e che non ha dato i frutti sperati. Guasone, Caligara, Raimondo, Corazza, Girelli, Zuccon...ma davvero una squadra ultima in classifica e in totale crisi di gioco e di identità può permettersi il lusso di prendere in prestito le riserve senza quei 3-4 titolari di spessore ed esperienza che servivano come il pane? E davvero dobbiamo ascoltare un dirigente che, all'indomani della figuraccia col Palermo che ha spinto il sottoscritto a cambiare canale a fine primo tempo per non subire una ulteriore umiliazione sportiva, quasi esalta il proprio operato ricordandoci che "con me e con Breda la Salernitana sarebbe salva, non lo mando via perchè significherebbe commettere gli stessi errori che vi hanno fatto retrocedere un anno fa"? Inascoltabile, inaccettabile.
Una società presente avrebbe chiesto lumi, per esempio, sul mancato arrivo di una punta, di una classifica che in tre mesi è addirittura peggiorata e sul pessimo rendimento di quasi tutti i giocatori che aveva presentato come autentici colpi e che invece tra poco ci faranno rimpiangere Maggiore e Torregrossa. Se volessimo essere puntigliosi, potremmo smentire quasi punto per punto le dichiarazioni di Valentini. Quello che, per giustificarsi, riempie il discorso di se e di ma dimenticando - ad esempio - come abbiamo battuto Cremonese, Modena e Reggiana. Quello che dice che Pojhanpalo non sarebbe mai venuto a Salerno dimenticando che società e dirigenti di un certo spessore hanno convinto Ribery a sposare un progetto quando non c'era nemmeno un presidente e si rischiava l'estromissione dal campionato. E quello che ritiene che un allenatore subentrante non abbia la bacchetta magica senza però rendersi conto che Sudtirol e Frosinone stanno viaggiando a marce altissime e che ritenersi salvi con una media di un punto a partita equivale a consegnarsi alla terza serie senza nemmeno rendersene conto. Arrivi presto giugno, quando si spera ci sia una tabula rasa a tutti i livelli ripartendo da un dirigente più esperto e che faccia al caso di una tifoseria stanca di chiacchiere senza contraddittorio. E poi Breda. Ai limiti tattici e al timore che trasmette alla squadra si sono aggiunte parole che non ci saremmo aspettati da una bandiera come lui. Perchè se realmente è soddisfatto dell'approccio avuto col Palermo e crede che la Salernitana meritasse di pareggiare, allora è meglio per tutti darci a un altro sport o trascorrere la domenica pomeriggio in famiglia senza intossicarci il fegato. Sia ben chiaro: Roberto è un nostro fratello e resterà sempre nei nostri cuori per quanto ha dato alla nostra città, ma le critiche attuali sono riferite, purtroppo, sono direttamente proporzionali a un rendimento della squadra al di sotto delle aspettative.
Si chiedesse, piuttosto, cosa ha dato alla causa granata in tre mesi di costante involuzione, coincisi con i risultati negativi contro Frosinone e Carrarese che rischiamo di pagare a caro prezzo almeno quanto il mese e mezzo di gestione Colantuono. "Quando sono arrivato la situazione era grossomodo la stessa" è alibi che non regge, visto che è stato chiamato proprio per raddrizzare la barca e non per traghettarci verso Cava o Giugliano attribuendo colpe ai predecessori. Chi ha fatto la storia, rispetto a tanti tesserati che qui sono di passaggio e saranno presto dimenticati, avrebbe potuto fare un passo indietro: avrebbe mantenuto un rapporto di stima e rispetto con la piazza che, invece, allo stadio e sui social mostra dissenso invitandolo a farsi da parte. Invece Iervolino non investe per una quarta guida tecnica e si andrà a Castellammare con un ds che parla come uno che ha vinto il campionato e un mister in confusione tecnico-tattica e che si giocherà la panchina con il modulo che fu del suo predecessore. Quel Martusciello che ha fatto un ritiro in condizioni disastrose (anche per colpa di Petrachi) e che meriterebbe una seconda chance. E' chiaro che il principale responsabile è il proprietario, al pari dell'amministratore delegato Milan che è uno dei pochi ad aver mantenuto il posto sin dal primo giorno dell'era Iervolino. Ecco, speriamo che a giugno possa essere convocata un'assemblea pubblica consentendo a “tutti” i giornalisti e tifosi di porre domande atte a capire cosa sia cambiato dal primo biennio al secondo, con una miriade di promesse non mantenute e un disastro economico-sportivo che spinge a chiederci: che fine faremo se sarà serie C?
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