Dalla D alla A, passando attraverso quattro promozioni in dieci anni. Un cerchio che si chiude, per il decennio che, a conti fatti, è il più vincente della storia della Salernitana. Questo il lascito pesante della gestione Lotito-Mezzaroma, pronti a lasciare il timone del club. Una promozione che risulta come il "canto del cigno" per Lotito, che,  dopo alti e bassi e un rapporto per niente idilliaco con la tifoseria, è ora alla ricerca di un acquirente. Diverso il discorso per Mezzaroma, sempre più intenzionato a restare come socio di minoranza, per dare un minimo di continuità.

Tante le ipotesi sul piatto della bilancia, dai Della Valle al fondo estero, per un nodo da sciogliere quanto prima per poter programmare al meglio la nuova importante stagione in massima serie. Nulla va lasciato al caso, affinché l'impatto con la Serie A non risulti traumatico e si gettino le basi per un progetto ad ampio respiro, che possa coinvolgere non soltanto la componente sportiva, ma anche quella patrimoniale: serve un progetto serio, solido, di prospettiva. Giusto dare concedere agli eroi della cavalcata vincente l'occasione di giocarsi la Serie A conquistata sul campo, ma è altrettanto necessario operare importanti interventi sulla rosa, per adeguarla alla categoria e non commettere l'errore di tanti club, ascesi in massima serie senza alcuna pretesa. Salerno merita certi palcoscenici che si è riconquistata meritatamente col duro lavoro della banda Castori ed è giusto che allestisca un organico all'altezza. La Salernitana non può rivestire il ruolo della comparsa, chiunque deciderà di rilevare il club ne deve essere consapevole. Sfoderando una citazione tanto cara a Claudio Lotito, "non servono sogni, ma solide realtà". 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 21 maggio 2021 alle 17:10
Autore: Valerio Vicinanza
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