ESCLUSIVA TS - E. Pepe: "E’ stato un onore indossare la maglia granata. Salerno merita la Serie A"

25.04.2020 14:00 di Orlando Aita   Vedi letture
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
ESCLUSIVA TS - E. Pepe: "E’ stato un onore indossare la maglia granata. Salerno merita la Serie A"

Enrico Pepe è stato l'ospite della rubrica "Due chiacchiere con..." in onda ogni giorno sulla pagina Instagram di TuttoSalernitana. Il difensore campano oggi è un calciatore del Birkirkara, club che milita nella Premier League maltese. In passato ha vestito anche la maglia della Salernitana, con cui ha collezionato 17 presenze con la prima squadra e 19 con la Primavera. Con Pepe abbiamo passato una piacevole mezzora, durante la quale abbiamo discusso del futuro del calcio post-covid, della sua esperienza in granata e infine analizzato la stagione della squadra di mister Ventura. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: "Sono rimasto a Malta, per fortuna qui le restrizioni sono meno dure rispetto all'Italia. Per esempio non c'è l'obbligo di uscire con la mascherina e si può stare in strada al massimo con tre persone, ovviamente rispettando il metro di sicurezza. I ristoranti, i bar e i centri sportivi sono stati chiusi, come giusto che sia. Io la maggior parte del tempo lo passo in casa. Quando posso, la mattina, scendo a fare allenamento con i miei compagni. Lo staff tecnico ogni due settimane ci invia un programma da seguire". 

Riguardo al futuro del calcio post-coronavirus: "La Federazione maltese sta seguendo le linee guida della UEFA. Al momento non sappiamo quando riprenderemo, da quel che ho capito il 10 maggio sarà una data decisiva per il futuro del calcio qui. Noi possiamo (ri)iniziare anche più tardi, perché mancano soltanto sei partite alla conclusione del campionato. Spero che in un modo o nell'altro tutto verrà portato al termine nel migliore dei modi. Nel caso, però, non ci sarebbero le condizioni per poter partire condivido l'idea di 'annullare' tutto, bloccando la classifica e non assegnando il titolo di campione. Il calcio è meritocrazia e non fortuna. Il problema principale, soprattutto da voi, è che quasi ogni giorno cambiano idea: in questo momento delicato servono scelte giuste e di polso. Anche da noi molti calciatori hanno deciso di ridursi gli ingaggi. In Italia, però, è giusto che ci sia una differenziazione tra le diverse categorie. In Serie A hanno più soldi, rispetto alla Serie B e la Lega Pro".

L'esperienza a Salerno: "Porto i granata nel cuore: ho fatto il settore giovanile, la primavera e poi sono salito in prima squadra. Ero molto giovane e di ricordi ne ho pochi. E' una piazza incredibile, che vive di calcio e la passione si sente dappertutto. La squadra era fortissima, c'erano dei calciatori pazzeschi, come: Polito, Soddimo, Vincenzo Pepe, Caputo, Dino Fava... Avevo un buon rapporto con tutti e molti li sento ancora oggi. L'anno in cui io ho giocato di più è stato quello della retrocessione: per i tifosi non sarà bello ricordare quel momento, ma è stato uno spartiacque importante per la mia carriera. La Salernitana poi mi mandò al Cassino, che all'epoca era una sua succursale, a fare esperienze e crescere. E’ stato un onore per me indossare la maglia granata e spero possiate salire in Serie A, lo meritate". 

E sulla Salernitana di Ventura: "Seguo poco il calcio italiano. Ho visto che comunque state facendo un ottimo campionato. Quest'anno il direttore sportivo ha costruito una rosa di qualità con un allenatore che per la Serie B è un 'lusso'. La squadra gioca bene, ha le idee chiare ed è ben messa in campo. Mi piacciono Migliorini, Aya e Di Tacchio. Ripeto, avere un allenatore come Ventura è importante perché ti trasmette la mentalità giusta e ti aiuta a crescere tatticamente e umanamente. La Salernitana può ambire alla promozione, merita di stare in Serie A. Poi il tifo è l'arma vincente, il dodicesimo uomo in campo".

 Il Birkirkara e il campionato maltese: "Il nostro obiettivo inizialmente era quello di lottare per la vittoria dello 'scudetto'. Però in estate la squadra è stata stravolta, sono arrivati tanti nuovi giocatori e quindi c'è bisogno di tempo. I primi mesi sono stati negativi, poi ci siamo ripresi. Attualmente siamo ancora in corsa per tutto. Spero un giorno di riuscire a portare il Birkirkara in Europa".