La Salernitana conquista la sua prima vittoria e lo fa al termine di una gara combattuta, equilibrata, ma soprattutto preparata nel modo giusto. Partiamo dalle scelte dei due tecnici: Ballardini ritorna al 3-5-2, con Criscito che ritorno nei tre dietro con Maksimovic e Bani, esterni Cambiaso e Sabelli, che vince il ballottaggio con Fares, la cerniera di centrocampo composta da Badelj e Toure con Rovella vertice alto a supporto di Kallon e dei Bianchi, che ha sostituito nel pre-partita Destro colpito da noie muscolari. Castori ha deciso di affrontare il match invece con un modulo non speculare, confermano la difesa a quattro in linea e il centrocampo a rombo: capitan Gyomber ancora come terzino destro bloccato, un centrocampista offensivo in piùin mediana, Kastanos, inserito come mezzala di sinistra al posto di Lassana Coulibaly arretrato come vertice basso e Mamadou come mezzala destra. Ribery vertice alto del centrocampo a rombo, una sorta di trequartista a galleggiare tra le linee supportando il tandem Simy-Gondo.
La prima differenza rispetto alle ultime gare interne è stato l'approccio iniziale: la Salernitana ha svolto un pressing ordinato specie negli uomini avanzati, visto che il Genoa parte spesso dalla costruzione dal basso con Criscito, Maksimovic e con Badelj che si abbassa a ricevere e far partire la manovra. Meno forcing e più ordine, con il pallino del gioco offerto agli ospiti nella prima mezzora, consapevoli che i grifoni non hanno finora mai dimostrato di essere una squadra che fa del possesso palla e della costruzione i suoi punti di forza. La Salernitana con l'inserimento di Kastanos ha aumentato i centri di produzione di gioco, che non dovevano dunque per forza passare per i piedi di Ribery: quando ha alzato la pressione infatti il Genoa si è trovato in difficoltà perchè Toure e Badelj non riusciva a raddoppiare in maniera efficace su Ribery e Kastanos, concedendo loro spazio e tempo per le idee di gioco. Il possesso palla è stato pari al 49%, dato altissimo se paragonato alle prime uscite stagionali, con 288 passaggi e ancora un numero elevato di cross, 20. Raggiunta la doppia cifra nei tiri totali, la Salernitana ha centrato 4 volte lo specchio della porta, goal compreso, grazie soprattutto alle conclusioni da fuori di Kastanos, neutralizzate da Sirigu non con poche difficoltà. Tra i tiri totali rientra anche un legno, ancora di Di Tacchio, che avrebbe meritato miglior sorte per la costruzione dell'azione: discesa di Obi, appoggio di Bonazzoli di sinistro per il rimorchio del centrocampista, e conclusione violenta che si stampa sul palo alla destra di Sirigu. 18 dribling riusciti e 9 corner completano le statistiche di una performance agonistica fatta di concentrazione, attesa e intelligenza tattica.
A differenza delle altre gare Castori ha mantenuto intatto l'approccio per tutti i novanta minuti, nonostante i continui cambi tattici di Ballardini, che poco prima del goal di Djuric aveva stravolto l'assetto, passando ad un 4-2-3-1 con Criscito e Cambiaso esterni bassi, Fares largo a sinistra e Kallon largo a destra, al centro Rovella a sostegno di Ekuban. Il vantaggio della Salernitana ha spinto il tecnico ravennate ad osare di più, inserendo una punta per un centrocampista (Pandev per Toure), passando così ad uno spregiudicato 4-1-3-2, che portava anche gli esterni ad offendere in fase di possesso. Il Genoa ha prodotto diversi pericoli, ma Belec e la difesa granata se la sono cavata con astuzia ed un pizzico di fortuna. Importante è stato il segnale di Castori di non cambiare approccio anche dinnanzi alla spregiudicatezza di Ballardini: l'unica sostituzione gisuta è stata quella di togliere un esausto Ranieri inserendo Jaro, al fine di garantire due terzini bloccati, coperti da due centrocampisti freschi quali Di Tacchio e Obi subentrati ai due Coulibaly infortunati durante il match.
Nota positiva sulla manovra offensiva: in diverse occasioni la Salernitana si è modulata con un atipico 4-2-1-3, nel quale Kastanos saliva e si accentrava in posizione di trequartista, permettendo a Ribery di allargarsi a destra e fare densità in quella zona di campo. Il movimento di Ribery spingeva Simy ad accentrarsi (come nell'azione del primo tempo dove l'uno-due di Ribery e Simy ha liberato quest'ultimo alla conclusione) e Gondo ad allargarsi sulla sinistra. Questa sorta di diagonale offensiva a fisarmonica ha allargato le maglie da tre della difesa genoana, che è andata spesso in difficoltà anche perché Kastanos è stato bravo a portarsi spesso dietro uno dei due centrocampisti centrali, Toure e Badelj.
In conclusione, la gara Castori l'ha vinta con il coraggio: con il coraggio di puntare su due centrocampisti offensivi e soprattutto di non avere paura, anche quando è andato in vantaggio, lasciando l'assetto propositivo di inizio partita.
Menzione speciale per il centrocampista cipriota Kastanos, una delle armi vincenti nella gara di ieri con il Genoa: l'ex Juve si è confermato un centrocampista di grande affidabilità, sul quale Castori potrà continuare a puntare al fine di garantire più soluzioni in fase offensiva: interdizione, costruzione, tiro da fuori e calci piazzati (dall sua parabola a rientrare nasce il goal di Djuric) sono i numeri che Grigoris può garantire alla squadra granata in questo prosieguo di stagione. Non male per un calciatore tenuto forse troppo ai margini dell'undici titolare fino a qualche giornata fa.
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