Intervistato in esclusiva dal nostro direttore Luca Esposito, l'ex direttore sportivo della Salernitana Giuseppe Cannella ha parlato della sua ex squadra, del mercato di gennaio e di questo contrasto continuo tra la società e gli ultras della curva Sud. Ecco le sue dichiarazioni ai taccuini di TuttoSalernitana:
I tifosi sono un po’ scontenti del mercato, lei come giudica la scelta di non ufficializzare nessuno quando siamo già al 17 gennaio?
“Il mercato di gennaio non è facile, la gente deve capirlo. In B ancora di più. Una società non si priva di calciatori forti a cuor leggero, sono sicuro che chi di dovere stia facendo il massimo per individuare i rinforzi necessari e utili alla causa. L’anno scorso la situazione era differenze, stavolta c’è una garanzia come Ventura che ha dettato le linee guida proponendo anche dei nomi. Avere alle spalle una società come la Lazio aiuta a livello economico e consente di fare degli sforzi, bisogna avere pazienza e fiducia”.
Come vede gli innesti di Aya e Curcio?
“Curcio sicuramente è padrone della fascia sinistra, mi risulta abbia fatto bene a Brescia ed è un ragazzo d’esperienza. Si inserisce in un mosaico in cui mancava questa figura. Aya ha esperienza, continuità e temperamento, si completerà bene con i centrali della Salernitana che sono più strutturati”.
Cerci, invece, non ha dato nessun contributo e ha subito di recente una multa salata…
“E’ difficile affrontare questo argomento ,dovrei vivere la situazione ogni giorno. E’ chiaro che tutti si aspettavano molto da Cerci, anche Ventura aveva garantito per lui ma i risultati in campo non sono arrivati. Capisco l’irritazione della società che ha messo a disposizione un ingaggio importante, sono quelle situazioni in cui nessuno si vorrebbe mai trovare. Il problema c’è, è evidente”.
La gente chiede il bomber pur essendo la Salernitana il quarto miglior attacco. Ha ragione?
“I campionati si vincono quando non prendi gol. Conosco il modo di lavorare di Ventura, il suo sistema di gioco è produttivo e nel girone d’andata le ha provate tutte per sopperire alle problematiche come il mancato rendimento di Giannetti. Cercare un giocatore che possa integrarsi meglio possa fare la differenza, ma sarà difficilissimo reperirlo sul mercato di gennaio. Sono d’accordo, però, sulla richiesta della gente: con un centravanti forte la difesa gioca più alta e quindi si subisce di meno. E’ vero che nella Salernitana segnano tutti, ma un bomber da doppia cifra non può mai far male. Servirebbe gente come Coda o Iemmello, si lancerebbe un bel segnale anche agli avversari”.
Perché a Salerno è così difficile vincere il campionato?
“Ci sono tante componenti che incidono e che consentono ad una squadra di diventare vincente. Negli ultimi anni, in B, premia la continuità ma le regole favoriscono chi retrocede dalla A con il famoso paracadute. L’Empoli e il Benevento si sono mosse tanto anche per questa pioggia di milioni di euro che formano un potenziale economico diverso rispetto alle altre. In Toscana, negli ultimi anni, hanno venduto calciatori di altissimo livello a prezzi importantissimi, plusvalenze che permettono di formare una rosa competitiva. Per vincere occorrerebbe presentarsi ai nastri di partenza del girone di ritorno con i rinforzi necessari, i playoff sono un terno al lotto e arrivarci bene è decisivo”.
Fabiani ha detto che le entrate dipendono dalle uscite, perché a Salerno ci sono questi problemi?
“Bisognerebbe chiederlo a lui, la lista rende tutto più complicato. La proprietà detta le linee e dà un budget, liquidare i calciatori che non rientrano nei tuoi piani è sempre la soluzione migliore. Quando arrivai a Salerno trovai gente con ingaggi notevoli; la proprietà mi fece stilare un elenco di gente che non servivano al nostro progetto, li convocammo e rescindemmo immediatamente anche grazie alla forza economica del presidente”.
Secondo lei questa proprietà vuole andare in serie A? I tifosi si sono schierati contro la multiproprietà…
“Il paragone col Benevento non va fatto, c’è un presidente che ha speso tantissimo in C, ha capito come funziona la B e ha fatto enormi investimenti che gli consentono di arrivare ovunque voglia. Dispiace che i tifosi della Salernitana soffrano per questa doppia proprietà, l’ideale sarebbe avere un presidente che abbia un solo club affinchè si possa dedicare a tempo pieno esclusivamente ad una grande piazza che ho vissuto con gioia. I tifosi possono dare tantissimo, un patrimonio da coltivare perché il popolo granata insieme alla provincia è un valore aggiunto. Alla lunga le proprietà multiple creano dei problemi di gestione, ma va detto che Lotito e Mezzaroma hanno comunque speso tanti soldi per ingaggi di un certo livello. E’ un discorso complesso, ognuno ha le proprie ragioni”.
La Salernitana può puntare alla A?
“E’ un campionato molto strano. Tesser ha già fatto il doppio salto in carriera quando era a Novara, il suo Pordenone sta andando bene. Un buon allenatore lo fa sempre una buona squadra, se la Salernitana riesce a trovare innesti di spessore nulla è precluso. Può risalire in classifica muovendosi bene sul mercato, il mio rammarico è che a Salerno e in tante altre piazze sono arrivato spesso quinto ma all’epoca non esistevano i playoff”.
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