Trovare qualcosa da cui ripartire dopo la debacle di Siracusa è impresa impossibile anche per il più ottimista dei tifosi. Troppo brutta per essere vera. Disorganizzata, senz’anima, con tanti musi lunghi all’interno di uno spogliatoio meno granitico di prima (troppo facile esultare e abbracciarsi nei momenti positivi) e con società e dirigenza che hanno palesato divergenze sul futuro della guida tecnica.

La Salernitana è ancora più lontana dalla vetta, fatica a piazzare colpi top sul mercato, parte dell’ambiente fa veicolare messaggi non veritieri pur di spostare l’attenzione sulle reali problematiche e il risultato è un inevitabile copia e incolla rispetto alle precedenti stagioni.

I tre schiaffi del Siracusa fanno male, così come la mancata reazione caratteriale quando il pubblico accompagnava il torello dei ragazzi di Turati con “olè” di scherno mentre a Catania e Benevento gioivano legittimamente per il crollo di chi corazzata non è mai stata eppure sopperiva col cuore. Se invece, dopo le buone notizie arrivate da Foggia, si entra in campo con la testa altrove prendendo gol dopo un minuto allora c’è davvero qualcosa che non va. 

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 10:00 / Fonte: La Città
Autore: Lorenzo Portanova
vedi letture
Lorenzo Portanova
autore
Lorenzo Portanova
Caporedattore dal 2023
Print