Trovare qualcosa da cui ripartire dopo la debacle di Siracusa è impresa impossibile anche per il più ottimista dei tifosi. Troppo brutta per essere vera. Disorganizzata, senz’anima, con tanti musi lunghi all’interno di uno spogliatoio meno granitico di prima (troppo facile esultare e abbracciarsi nei momenti positivi) e con società e dirigenza che hanno palesato divergenze sul futuro della guida tecnica. La Salernitana è ancora più lontana dalla vetta, fatica a piazzare colpi top sul mercato, parte dell’ambiente fa veicolare messaggi non veritieri pur di spostare l’attenzione sulle reali problematiche e il risultato è un inevitabile copia e incolla rispetto alle precedenti stagioni.

I tre schiaffi del Siracusa fanno male, così come la mancata reazione caratteriale quando il pubblico accompagnava il torello dei ragazzi di Turati con “olè” di scherno mentre a Catania e Benevento gioivano legittimamente per il crollo di chi corazzata non è mai stata eppure sopperiva col cuore. Se invece, dopo le buone notizie arrivate da Foggia, si entra in campo con la testa altrove prendendo gol dopo un minuto allora c’è davvero qualcosa che non va. Raffaele è diventato capro espiatorio e, stavolta, anche lui è sul banco degli imputati.

Gettare nella mischia tutti i volti nuovi (sulla carta calciatori che non alzano il livello) tenendo fuori chi, con tutti i propri limiti, ha tirato la carretta per mesi rischia di “bruciare” i neo arrivati e la vecchia guardia. E ci si dà la zappa sui piedi se si ammette di aver preferito un calciatore febbricitante – Longobardi – a pari ruolo magari non fortissimi, ma pronti dal punto di vista fisico. E cosa avrà pensato Matino quando Arena, mai impiegato ad Arezzo, è entrato in campo facendosi espellere dopo 20 minuti? E Varone può essere così inadatto rispetto a questo Capomaggio o a un Carriero non al top della forma e che, poche settimane fa, a Siracusa era già andato in grossa difficoltà contro avversari più rapidi e dinamici? Tanti tifosi hanno visto nell’ingresso in campo di Iervolino e Boncori una sorta di messaggio implicito nei confronti della società e di una dirigenza che ha preferito non cambiare guida tecnica coerentemente con quanto dichiarato un mese fa.

“Ho difeso allenatori anche quando non si vinceva per 10 partite di fila, si rischia di fare confusione e siamo in linea con gli obiettivi” diceva Faggiano in conferenza stampa, nel giorno in cui esortava la piazza a fidarsi di Iervolino invitando il mister a far esprimere al meglio una squadra che, sul piano del gioco, in realtà non ha mai convinto. 11 vittorie di misura e spesso in rimonta, avversari che affondano al primo colpo approfittando della lentezza del centrocampo e degli errori costanti della difesa, da qualche tempo si è inceppato anche l’attacco che doveva essere una garanzia. Ferrari ha segnato appena 5 reti in 20 gare, di Inglese si sono perse le tracce e l’ultimo ricordo risale ai fischi dei 10mila dell’Arechi quando fu sostituito con il Trapani, Ferraris è a secco da settembre e Liguori è uno dei flop del mercato estivo.

E se pensiamo che Achik è stato tenuto in panchina per tre mesi prima di dargli fiducia il quadro è completo. Lunedì sera arriva il Cosenza e la Salernitana, in emergenza per le assenze di Cabianca, Inglese, Golemic e Arena, avrà l’ultima chance per dare un senso a questa seconda parte di stagione. Senza una vittoria ci si dovrebbe già rassegnare ai playoff, a quella post season infinita che comporterebbe gare ravvicinate e sfide secche con rivali altrettanto blasonate e che si stanno muovendo bene sul mercato. Dopo due anni negativi non era questo lo scenario che la gente di Salerno si aspettava, soprattutto dopo aver garantito in media 12mila spettatori in casa e 1500 fuori. Il principe degli stadi sarà praticamente deserto, col rischio concreto del minimo stagionale senza convincenti iniziative promozionali. Alla società il compito di invertire la tendenza, c’è ancora tempo per ricucire lo strappo e per riprendere il cammino. Ma non si deve più perdere tempo.

Sezione: News / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 18:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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