La sconfitta di Siracusa segna un punto di rottura nel percorso della Salernitana. Non tanto per il risultato in sé, quanto per un dettaglio che finora aveva rappresentato una delle poche certezze: la capacità di reagire alle difficoltà. Stavolta, dopo l’ennesimo gol subito in avvio, la risposta non è arrivata. Nella prima parte di stagione i granata avevano spesso dimostrato carattere, riuscendo a raddrizzare gare compromesse, recuperare lo svantaggio e in molti casi ribaltare il risultato.

Un atteggiamento che aveva mascherato limiti tattici e difensivi, alimentando la sensazione di una squadra viva, comunque dentro le partite fino all’ultimo. A Siracusa, invece, il copione è cambiato. Dopo l’1-0 immediato, la Salernitana è apparsa smarrita, lenta nel reagire e incapace di alzare l’intensità. Il gol di Achik, per quanto pregevole, è rimasto un episodio isolato, senza dare vita a una vera spinta collettiva.

Nella ripresa, nonostante qualche occasione, è mancata quella furia agonistica che in passato aveva fatto la differenza. È questo l’aspetto che più preoccupa, non solo una squadra fragile, ma una squadra che non riesce più a ribellarsi alle difficoltà. E quando viene meno anche la reazione, il rischio è che la crisi diventi soprattutto mentale. Un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 17:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Lorenzo Portanova
Caporedattore dal 2023
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