In casa Salernitana il nome di Raffaele è ormai al centro del dibattito. L’allenatore è diventato il principale bersaglio della contestazione dopo il ko di domenica, il volto più esposto di una fase complicata. A Siracusa effettivamente il mister ha sbagliato tanto nelle scelte, come anche nella preparazione del match. Ma ridurre tutto a una questione di panchina rischia di essere una semplificazione pericolosa.

È innegabile che alcune scelte tecniche abbiano inciso e che la squadra mostri limiti evidenti in termini di approccio, organizzazione e tenuta mentale. Tuttavia, la sensazione è che Raffaele stia finendo per essere il capro espiatorio di problemi più ampi e radicati. Una squadra fragile, discontinua e spesso priva di personalità è il riflesso di una costruzione che non ha garantito equilibrio né alternative adeguate.

Le responsabilità principali chiamano in causa la proprietà, che ha avviato un progetto ambizioso senza però accompagnarlo con scelte coerenti e tempestive. Tra ritardi sul mercato, strategie poco chiare e un’organizzazione che fatica a dare certezze, la Salernitana si ritrova oggi sospesa tra proclami e realtà. Cambiare allenatore può sembrare la soluzione più immediata, ma senza un’assunzione di responsabilità da parte della società il rischio è di intervenire solo sulla superficie. Per rilanciare davvero la stagione servono decisioni forti, investimenti mirati e una linea chiara. Altrimenti, qualunque panchina rischia di diventare solo un parafulmine.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 16:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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