È arrivata l’ora della verità, ed anche l’ora di iniziare a tirare un po' le somme della prima parte di questa rassegna iridata. Martedì e mercoledì i 3 nazionali della Salernitana, ossia Dia, Piatek e Bronn, si giocheranno la possibilità di qualificarsi agli ottavi di finale del Mondiale.
Questo Mondiale è stata una vetrina in primis per loro, essendo il Mondiale, un’occasione per crescere come giocatore perché ti confronti, o anche giochi, con i giocatori migliori al mondo, ma non solo. Perché, ad esempio per Dia, è stata una seconda occasione per rilanciarsi nel mondo internazionale. Era arrivato a Salerno ad agosto, con nel curriculum, d’importante, il gol dell’illusione per il Villareal, realizzato nella semifinale di Champions League, contro il Liverpool, la scorsa stagione; ed una Coppa d’Africa vinta con la sua nazionale. Quindi Salerno era un’occasione, per lui, per mettersi veramente in gioco. Al centro di un progetto rischioso si, essendo che i granata lottano per la salvezza, ma che poteva fargli fare finalmente il salto di qualità. Cosa successa. Per con la Salernitana, ha segnato gol pesanti, e si è dimostrato autentico trascinatore della squadra. Si anche lui ha avuto i suoi bassi, come tutti d’altronde, anche se i suoi bassi, sono dati dai suoi problemi fisici alla schiena, ma sono stati soprattutto alti. Con la Salernitana, finora, ha giocato 14 partite, realizzando 6 gol e 2 assist.
In questo Mondiale, l'attaccante classe 1996, all’inizio doveva fare da spalla ad un certo Sadio Manè. Però poi l’attaccante del Bayern ha dovuto dare forfait all’ultimo, essendo lui infortunato. Quindi Dia si è ritrovato, involontariamente, anche qua, al centro di tutto, e a trascinare il suo Senegal verso una qualificazione insperata agli ottavi di finale, essendo l’Ecuador, prossimo avversario dei leoni della Teranga, si è dimostrato nelle prime due partite, un avversario ostico da affrontare, avendo in squadra gente come Enner Valencia, Estupinian (ex compagno al Villareal di Dia, e che contro l’Olanda è stato autentico trascinatore della sua nazionale), Gonzalo Plata, e tanti altri. Dia ha già trovato il gol in questa rassegna iridata. Gol arrivato contro il Qatar nella scorsa giornata. Un gol che è stato importante per 2 motivi: in primis per lui, perché il gol al Mondiale è quello che sognano tutti gli attaccanti quando iniziano la propria carriera da calciatore, ma soprattutto importante per la Salernitana, perché è stato il primo giocatore della Salernitana a realizzare un gol nella rassegna iridata.
Infatti questo Mondiale, è una vetrina importante per la stessa Salernitana. Mai la Salernitana è stata così al centro del mondo. Pian piano i granata si stanno facendo conoscere realmente al mondo intero, creandosi quindi un nome, così da provare ad attirare più giocatori di alta caratura. A dimostrazione questo, ripeto, della validità del progetto, e di quanto le scelte fatte dalla società, siano state azzeccate. Un progetto a lungo termine che sostanzialmente già sta portando tante ma tante soddisfazioni.
Dia, ad esempio, a suon di ottime prestazioni, sta facendo in modo che la società lo riscatti, così da potersi essa stessa assicurare un grande attaccante. Ma allo stesso tempo, comunque attira altre pretendenti, che lo vorrebbero nella propria squadra. Pretendenti che arrivano dalla Premier League. Una di queste è l’Aston Villa di Unai Emery, suo allenatore al Villareal la scorsa stagione.
L’attaccante senegalese, ha finora giocato 159’ in questo Mondiale. Ha giocato 69’ nella partita persa contro l’Olanda in una delle partite, per lui, non brillanti, essendo che non ha avuto vere occasioni da gol (ne ha avute due. Una murata da De Jong, ed una parata da Noppert); e ne ha giocati 90’ nella partita vinta contro il Qatar, trovando la gioia del gol, e coronando la sua ottima prestazione, con il titolo di MVP della sfida.
Chi invece ha giocato più minuti di tutti, finora, è Dylan Bronn. Bronn, ha finora giocato 163’ in questo Mondiale. Ha giocato 90’ contro la Danimarca, sua miglior partita finora in questo Mondiale, sia in fase difensiva, che anche in fase offensiva, dove si è reso pericoloso una volta, con un tiro che però è finito alto sopra la traversa; ed ha giocato 73’ contro l’Australia, dove è stato bravo difensivamente, ma rispetto alla partita con la Danimarca, la sua partita è stata molto anonima.
Per il difensore tunisino, il Mondiale, come la Salernitana, sono due vetrine per mettersi in mostra finalmente. Bronn è comunque già al suo secondo Mondiale, e soprattutto, già vanta un gol nella competizione. Però questo Mondiale, sia per le premesse, ma soprattutto per come si è messa la situazione per la sua Tunisia, essendo che era data per spacciata all’inizio, ma che invece si sta comportando molto bene, anche se i risultati non possono dimostrarlo, essendo che la nazionale tunisina, in due partite, ha ottenuto un pareggio ed una sconfitta; sta diventando il Mondiale che gli sta facendo fare uno step importante per la propria carriera. Quello che sta facendo anche con la Salernitana, essendo che prima di approdare a Salerno, era si conosciuto, ma non a livello internazionale.
Il difensore classe 1995, sta continuando, in meglio, un processo di crescita, iniziato nelle precedenti due stagioni, con il Metz, di cui era capitano, e con cui ha giocato 79 partite, realizzando anche 3 gol ed 1 assist.
Ovviamente, giocando in un nuovo campionato, difficile come quello di Serie A, Bronn ha trovato anche un po' di difficoltà ad ingranare. Non a caso, questo è stato finora un processo di crescita fatto da alti e bassi. Alti perché ha dimostrato grandi qualità, bassi perché ha commesso tanti errori. Anche se tante volte, per questi ultimi, io da dietro uno schermo di un computer, lo abbia criticato, ma queste sono cose che ci stanno in un processo di crescita. Non a caso comunque ha giocato 15 partite con la Salernitana, ed è diventato uno dei perni fondamentali della squadra granata. E non a caso, Dylan si sta giocando un Mondiale. Perché si se lo sta giocando con la Tunisia, ma comunque è una presente al Mondiale, rispetto ad altri giocatori che sulla carta sono più forti di lui, ma che per essersi adagiati sugli allori, perché pensavano di essere sicuri della loro partecipazione, ma soprattutto, perché si pensa sempre a campar di rendita, ora stanno sul divano a guardarsi il Mondiale. Vero Italia e tifosi italiani?
L’ultima partita della fase a gironi contro la Francia, sarà per lui, un esame di maturità. La Francia ci arriva come già qualificata agli ottavi del Mondiale, essendo, in testa al girone, a punteggio pieno, però Kylian Mbappè ha fame, e sarà difficile fermarlo. Come anche gli altri componenti de les blues.
E poi, c’è chi ha giocato poco in questo Mondiale, e che ha sempre un ruolo da comprimario. Si perché Piatek non è al centro della Polonia, essendoci al centro di essa Robert Lewandowski, o anche al centro della Salernitana, ma quando è in campo, anche solo per 19’ come è capitato finora in questo Mondiale, dà sempre tutto.
È la dimostrazione perfetta del metterci tutto te stesso per raggiungere un traguardo. Krzysztof lo ha fatto sempre e comunque. È arrivato a Salerno quest’estate per tornare ad essere l’attaccante di cui tutti, nell’estate 2018, si erano innamorati. Da quel Genoa – Lecce di Coppa Italia (sua competizione preferita), dove il polacco realizzò 4 reti. Era il Re Mida degli attaccanti in quel periodo, ogni palla che toccava era gol. Non ai livelli che sta tenendo ora Haaland, ovviamente, però tutti ammiravano Piatek, soprattutto le big, che avevano il desiderio, di portarlo nella loro squadra. Se lo aggiudicò il Milan, nell’inverno del 2019, ma quel Milan era in una crisi profonda, ed in ricostruzione totale. E quindi anche per l’ambiente circostante, per Piatek si rivelò una scelta sbagliata. Anche se la sua nuova avventura iniziò nel miglio modo possibile, segnando già alla prima con i rossoneri, a San Siro, in Coppa Italia, contro il Napoli.
Insomma, è stata una meteora scomparsa poi dai radar, essendo emigrato in Germania, all’Hertha Berlino, dove anche lì non ha raccolto quanto si aspettasse all’inizio, e quando soprattutto gli faceva presagire l’inizio. Ma, a Salerno, soprattutto mentalmente, si sta ritrovando. Le 11 presenze, condite da 3 gol ed 1 assist con la maglia granata, lo stanno dimostrando.
Infatti, per lui, la partita contro l’Argentina potrebbe essere un’occasione per rilanciarsi definitivamente anche in Nazionale. Anche perché la sua nazionale, in testa al girone dopo 2 partite, avendo ottenuto una vittoria ed un pareggio, ha 2 risultati su 3 per qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta. È un modo per dire definitivamente che non è secondo a nessuno, e che quindi Piatek è Piatek.
In conclusione, un augurio di buona fortuna ai 3 ragazzi, sperando che vadano il più avanti possibile nella competizione. Ma soprattutto, grazie a voi che state portando in alto il nome di Salerno e della Salernitana!
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