In un calcio senza bandiere e senza sentimenti è stato scritto ieri un indegno finale da parte di un gruppo pessimo, che dava la sensazione di guardare il cronometro aspettando il triplice fischio per fare la valigia e andarsene in vacanza. Anche chi ha tirato la carretta per tutta la stagione ha deluso le aspettative, ha tradito la gente, in alcuni casi ha forse anche tirato indietro la gamba. Altro che "bava alla bocca", "assatanati" e "partita della vita": oltre ad essere scarsa, la Salernitana è stata anche composta da giocatori che hanno disonorato la storia e che si sono resi protagonisti di atteggiamenti intollerabili.

Da Stojanovic che si fa espellere a Marassi per un fallo di reazione a Verde che ride e scherza con i colleghi del Cittadella mentre i compagni attendono l'esito di Juve Stabia-Sampdoria senza dimenticare Valentini che elogia sè stesso, qualcuno che pare si sia tirato fuori su indicazione del procuratore, un regolamento interno non sempre rispettato (e ci fermiamo qui!) e un doppio spareggio giocato senza grinta, senza cattiveria agonistica, senza mordente. Un disastro annunciato, al punto che nemmeno un ricco premio salvezza ha toccato la coscienza di chi ha fatto sprofondare Salerno nel baratro della C.

E ieri ennesima fotografia di un gruppo che non è stato certo migliore di quello che Petrachi aveva "bonificato". La gente era inferocita per i torti subiti e invocava la fine di questa commedia calcistica. Ebbene, ci fosse stato un solo giocatore che abbia avuto una reazione emotivamente forte, di rabbia, tale da incarnare i valori di quella tifoseria che li ha seguiti e sostenuti a prescindere dalle tante figuracce collezionate. Gli undici granata (che per fortuna non vedremo mai più all'Arechi, se non da avversari) hanno preferito parlare con i colleghi della Samp, assistere alla scena a distanza senza nemmeno un saluto o un metterci la faccia al triplice fischio, senza una mezza protesta dinanzi a torti arbitrali palesi. Via tutti, nessuno ne sentirà la mancanza.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 23 giugno 2025 alle 22:30
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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