C’è un filo ben preciso che attraversa la Salernitana di oggi ed è fatto di uomini prima ancora che di idee. Innanzitutto un asse che nasce a Cerignola e che Raffaele ha voluto ricostruire anche in granata, puntando su certezze già collaudate. Achik, Tascone e Capomaggio non sono semplici interpreti, ma veri e propri riferimenti: si conoscono, parlano la stessa lingua calcistica e sanno leggere in anticipo le richieste dell’allenatore.

Achik è l’estro, l’imprevedibilità che accende la manovra e spacca le partite con una giocata. Tascone rappresenta l’equilibrio, il lavoro oscuro che permette agli altri di esprimersi al meglio. Capomaggio, infine, è diventato il simbolo della concretezza: inserimenti, gol pesanti e una presenza costante nelle due fasi. Insieme formano una spina dorsale affidabile, cresciuta settimana dopo settimana.

Accanto a loro sono emerse figure altrettanto centrali come Villa e Golemic. Il primo garantisce corsa, intensità e qualità sulla corsia, il secondo esperienza e personalità nel cuore della difesa. Sono uomini chiave perché danno stabilità e continuità a una squadra che vuole alzare l’asticella. Il girone di ritorno passerà inevitabilmente dai loro piedi, dalla loro testa e dalla loro capacità di trascinare il gruppo nei momenti decisivi.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 03 gennaio 2026 alle 12:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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