Stiamo leggendo da più parti che il mercato in entrata della Salernitana sarà condizionato dal buco di bilancio di quasi 30 milioni di euro e, dunque, dalle potenziali cessioni. Certo, nessuno chiede al proprietario di sborsare cifre esorbitanti ogni sei mesi o di svenarsi ignorando il rischio imprenditoriale - fate tutti gli scongiuri del caso- di retrocedere, ritrovarsi in B con stipendi da capogiro e addirittura senza stadio e senza possibilità di sottoscrivere abbonamenti. Tuttavia se oggi la Salernitana è ultima in classifica e ha battuto tanti record negativi lo deve senza dubbio all'insofferenza di Sousa, agli errori talvolta anche gravi del direttore sportivo, a un pizzico di sfortuna, a tanti torti arbitrali ma soprattutto alla politica del risparmio andata in scena la scorsa estate. Inutile tornare sui vecchi argomenti: gli 8 punti conquistati, lo stadio perennemente mezzo vuoto, la sola vittoria su 13 gare e l'esonero del precedente allenatore certificano che non era folle, nè gufo, nè vedovo nè destabilizzatore chi a luglio e agosto faceva suonare un campanello d'allarme. A fin di bene e sperando di sbagliarsi.

Oggi, ancor di più dopo la vittoria con la Lazio, ribadiamo un concetto: la proprietà, che ha goduto di sostegno incondizionato (con merito), ha l'obbligo morale di promettere rinforzi a prescindere, di allargare i cordoni della borsa, di garantire la stessa categoria dalla quale è partita la loro avventura a tinte granata per una cifra di gran lunga inferiore all'effettivo valore del club. Somma, tra l'altro, immediatamente rientrata con la cessione di Ederson all'Atalanta ad opera di quel Sabatini che era prototipo perfetto per attuare la politica attuale. Quella basata sulle plusvalenze e l'autosostenibilità. Forse, però, ridimensionare così tanto il budget rinnegando le promesse fatte dopo appena due anni è prematuro. Perchè Sassuolo, Atalanta e Udinese - a ragion veduta viste come modello da seguire - non sono partite con scommesse dall'estero ma con investimenti importanti, settori giovanili fortissimi e calciatori di spessore assoluto, che conoscevano la categoria.

A questa squadra servono un difensore centrale forte di testa, un esterno destro in alternativa a Mazzocchi, un esterno sinistro potenzialmente titolare, due centrocampisti e due attaccanti, a prescindere dal caso Dia che rischia di animare anche il mese di gennaio. Parentesi: ma chi ha proposto di inserire nel contratto una nuova clausola dopo tutto quello che è successo in estate? Anche per questo occorre come il pane un direttore generale esperto, abile a non complicarsi la vita da solo e a farsi rispettare all'interno dello spogliatoio senza "cedere" a lamentele, prese di posizione e dichiarazioni dei procuratori. C'è tutto per salvarsi, al netto di un calendario difficilissimo, ma la conditio sine qua non è la disponibilità economica del presidente. Accompagnata dalla capacità della Salernitana di chiudere il girone d'andata con un distacco accettabile dalla quartultima. Al gruppo il compito di dimostrare sul campo che il 2-1 sulla Lazio è l'inizio della riscossa e non fuoco di paglia.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 01 dicembre 2023 alle 00:01
Autore: Maurizio Grillo
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