22 risultati positivi su 27, quattro gare di fila senza subire gol, nove risultati utili consecutivi, Tutino in doppia cifra, presenza stabile tra le prime quattro, distanza minima dal Monza secondo, cinque successi in trasferta, primi per contrasti vinti, squadra che subisce il minor numero di conclusioni verso lo specchio della porta. Basterebbe consultare le statistiche per capire quanto il terzo posto della Salernitana non sia casuale, ma frutto del grandissimo lavoro di tutte le componenti. La società, che ad oggi non è stata elogiata su nulla, ha avuto invece il grosso merito di individuare l'allenatore giusto e di formare un gruppo con le caratteristiche fisiche, atletiche e mentali perfette per il tipo di gioco di Castori. La stessa dirigenza si è mossa bene, aumentando il parco giocatori di proprietà e isolando la squadra dal clima irrespirabile che c'era a ridosso dell'esordio. Al resto ci ha pensato Castori. E chi continua a parlare di non gioco, poco coraggio o limiti del mister o è in cattiva fede o non capisce nulla di calcio. A Sarnano i pochissimi presenti rimarcarono immediatamente che lo staff tecnico stesse lavorando benissimo, senza lasciare niente al caso e con un gruppo che, seppur incompleto, lo seguiva alla lettera. Anche il mercato è stato condotto in virtù di una sinergia tra le varie anime del club, partendo dalla difesa dopo i disastri del biennio precedenti e finendo con quel bomber che era mancato dai tempi di Coda e Donnarumma.
E, senza tifosi, senza Lombardi che è il miglior esterno destro della B, con torti arbitrali a ripetizione (e aiutini ad alcune dirette concorrenti) e un ambiente che ha dato credito a cambi societari o teorie di galleggiamento, la Salernitana è in lotta per la promozione in serie A come molto raramente era capitato nella storia. Quanto basterebbe per godersi il momento senza aspettare - come accadrà - il primo passo falso per riemergere dagli abissi. Oggi sarebbe atto umile e intelligente fare un passo indietro, riconoscere che l'accanimento aveva preso il sopravvento rispetto alla passione, isolare anonimi del nulla che remano contro per moda e fare quadrato intorno ai granata, sostenendoli seppur a distanza. E viene il magone soltanto ad immaginare cosa sarebbe stato l'Arechi sabato pomeriggio col Cosenza in un contesto di normalità. Per fortuna anche il clima si è rasserenato e, fatta eccezione per gente che ormai definire improvvisata è quasi eufemistico (parlare da soli sui social è ormai la massima espressione), in tanti hanno capito che c'è un sogno nel cassetto che va alimentato e coltivato. Perchè, dopo la vittoria di Cremona, non ci si può nascondere. La Salernitana è salva, ha ampio margine di vantaggio sulla nona e deve puntare ad una qualificazione playoff tra terzo e quarto posto per evitare il primo spareggio e avere due risultati su tre a disposizione. Senza perdere di vista il Monza secondo che, col VAR, forse arrancherebbe a metà classifica e che dovrà comunque venire all'Arechi.
L'artefice principale, lo ribadiamo, si chiama Fabrizio Castori. Anche noi avevamo invocato l'utilizzo più frequente di determinati giocatori con qualità sopra la media, ma oggi i fatti sono totalmente a favore del mister ed è assolutamente evidente che la Salernitana, con altri atteggiamenti tattici e altre caratteristiche in campo, perderebbe quell'equilibrio e quella compattezza difensiva che la stanno rendendo ostica per tutti. Se i tre della difesa, più il portiere, giganteggiano lo devono anche al lavoro encomiabile degli esterni,a un terzetto di centrocampo impenetrabile, ad una coppia d'attacco che suda e si sacrifica, compreso anche Tutino che oggi è rimasto fuori e questo fa capire le potenzialità di un organico sottovalutato da tutti. Compreso il mercato di gennaio. Perchè, ad oggi, Coulibaly e Jaroszynski stanno facendo benissimo, Kiyine ha aggiunto qualità e Durmisi è di un'altra categoria. Nel mentre crescono con calma e senza assilli Boultam, Sy e Kristoffersen che saranno preziosi in ottica futura. Tutto procede per il meglio, dunque, con l'abbraccio del gruppo a fine partita che certifica quanto la squadra ci creda. Avanti così, dunque. E, come recitava uno striscione, lotta con caparbietà...poi sarà quel che sar...A'!
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