A Salerno ha vissuto due esperienze diametralmente opposte: la prima, sul finire degli anni Ottanta, coincisa con la promozione in serie B in un Vestuti stracolmo e la condivisione della stanza con un grandissimo personaggio come Agostino Di Bartolomei, la seconda chiusa con un esonero appena un mese dopo l'inizio del ritiro e con una marea di polemiche che imperversarono sul web e negli ambienti sportivi granata. Il suo cuore, però, appartiene e apparterrà sempre alla Salernitana, come dichiarò pubblicamente a SportItalia nel corso di un'intervista divenuta virale sui social e che, a quanto pare, gli ha precluso anche qualche chance professionale. A prescindere da chi avesse torto o ragione, dispiacque a tutti un epilogo così turbolento. Anche alla stessa società che, nella sua totalità, lo aveva indicato come l'uomo giusto al posto giusto. Mario Somma, però, lo disse in quella famosa conferenza stampa: "Se la Salernitana vincerà il campionato, un minimo di merito sarà anche mio. Molti giocatori li ho scelti personalmente e in ritiro abbiamo fatto un grande lavoro". Questa sera è stato intervistato dal direttore Luca Esposito e ha risposto ad una serie di domande partendo, ovviamente, dal momento di crisi vissuto dal calcio italiano: "Siamo a cospetto di un qualcosa di completamente nuovo, anche chi è deputato a decidere potrebbe avere delle difficoltà perchè non ci sono precedenti da cui trarre spunto. Tra i mali sceglierei il minore, ovvero riprendere a giocare. Ci sono delle perdite importanti, i campionati hanno bisogno di emettere i loro verdetti, ma è naturale che non tutte le categorie possono adeguarsi facilmente ai protocolli. Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane, la mia speranza è che si possa ricominciare anche in virtù del valore sociale dello sport".
Da allenatore, Somma parla del delicato ruolo del preparatore atletico: "Vorrei ricordare a tutti che nessun gruppo-squadra è rimasto fermo per così tanto tempo. Può capire che un atleta abdichi per qualche mese per un infortunio, ma stiamo parlando di una situazione singola e più facilmente gestibile. Mi auguro che i calciatori si imbattano, eventualmente, soltanto in problemi muscolari. Ho ascoltato le parole del Commissario Tecnico Roberto Mancini, si soffermava proprio su questa tematica e ritengo abbia ragione a palesare alcune preoccupazioni. Mettiamoci anche nei panni di un preparatore atletico, veniamo al discorso di prima: come imposti il ritiro-bis? Quanto saranno pesanti i carichi di lavoro? E' una incognita totale e per tutti: dopo tre mesi di stop forzato si potrebbe scendere in campo con continuità e con un caldo estivo pazzesco, a cui non siamo abituati. In B, inoltre, ci sono liste a numero limitato e questo inciderà negativamente. Chissà che non possa essere l'occasione per lanciare i giovani del vivaio che sono il nostro futuro".
Una novità che già conosce bene è quella delle cinque sostituzioni: "In Lega Pro si fa già così, chiaramente le interruzioni devono essere sempre tre e tocca al mister scegliere la strategia più giusta in merito. Secondo me è un vantaggio, soprattutto in ottica della gestione del gruppo: in questo modo il calciatore sa che può toccare a lui da un momento all'altro e chiuderà la stagione con 28-30 presenze. Al contrario c'è il rischio di avere nello spogliatoio un giocatore con 38 partite alle spalle e un altro con 5. Alla lunga, sul piano psicologico, la cosa ha un certo peso. In generale posso dire che per un atleta le incognite sono tantissime, anche le più impensabili. Ho l'esempio in casa, con Manuel Ricci che è tornato a Latina e si allena nel giardino di casa ma nel frattempo ha lasciato l'abitazione a Potenza. Toccherà adeguarsi, ma non esiste una soluzione che possa accontentare tutti".
Guardando in casa granata, Somma è convinto che "ci siano tutti i presupposti per essere protagonisti. Una piazza del genere e una società così prestigiosa meriterebbero la promozione in serie A. Certo, giocare a porte chiuse sarà uno svantaggio. L'Arechi è uno di quegli stadi che fa la differenza, che dà punti, motivazioni e incide sulle prestazioni e sui risultati. Nei playoff i granata potranno davvero essere la mina vagante e, con 30 punti a disposizione, chissà che non possano esserci sorprese ancora maggiori". Su Ventura e sulla società: "Ha dimostrato di essere un grande uomo mettendosi in discussione dopo alcune esperienze significative e importanti. Quando hai tanta esperienza alle spalle sei a cospetto di un bivio: se sei super motivato e hai il fuoco dentro sarai inevitabilmente un valore aggiunto, viceversa rischi di fare danni. E' accaduta una cosa del genere alla Sampdoria, a mio avviso. Non avrebbe mai accettato la panchina della Salernitana se non avesse avuto le adeguate garanzie, ma anche lui deve ritenersi fortunato: allena in una grande piazza, con un grande pubblico, una bellissima città e una società eccellente alle spalle. Nelle poche chiacchierate che ho fatto con Lotito ho avuto la possibilità di capire quanto fosse competente e, soprattutto, quanto tenesse alla Salernitana. Ha voglia di riportarla in alto, su questo non ci sono dubbi".
Infine sull'importanza dei vivai: "Sono una componente fondamentale, dalla quale non si potrà prescindere per tanti motivi. Ho la fortuna di osservare talenti non solo nelle categorie inferiori, ma anche nei campionati giovanili e posso dirvi che ci sono veramente molti ragazzi interessanti e che potraNno fare il grande salto. Vi faccio un nome: Ciervo, ala sinistra dell'under18 della Roma. E' un po' il Cristiano Ronaldo giallorosso, per caratteristiche: alto, con personalità, bravo nell'uno contro uno. Vedrete che farà strada, sarà il nuovo Zaniolo. Ecco, bisognerebbe approfittare di questo momento di difficoltà per riprogrammare il calcio e dare ai giovani spazio e fiducia. Ancor di più con le liste ridotte e con la necessità di giocare ogni tre giorni".
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