E’ il capocannoniere della squadra con cinque reti segnate al pari di Franco Ferrari, eppure da due mesi a questa parte è uno dei calciatori con il rendimento peggiore e con la media voto più bassa. Sarà per la collocazione tattica, sarà perché non è semplice il passaggio da Cerignola a Salerno, ma Galo Capomaggio continua a essere una delle delusioni di queste prime 20 giornate di campionato. Nessuno, ovviamente, mette in discussione l’attaccamento alla maglia e la professionalità, lo stesso mediano aveva definito quella con la Salernitana “un’esperienza fondamentale per proseguire il mio percorso di crescita: il tifo è incredibile, c’è un allenatore che conosco e vogliamo fortemente riportare i granata in quella categoria nella quale vorrei confrontarmi”.

Tuttavia, almeno fino a questo momento, del Capomaggio spesso decisivo col Cerignola abbiamo visto poco o nulla. Il colpo di testa vincente contro il Sorrento, lo slalom ubriacante che valse i tre punti a Monopoli, la doppietta contro il Foggia. Stop. Per il resto una lunga serie di errori tecnici, tante partite in cui faticava a trovare la posizione giusta e quell’espulsione ingenua e ingiustificabile proprio contro l’Audace che compromise un match saldamente in mano della Bersagliera e che oggi pesa come un macigno in ottica classifica. Voluto fortemente da mister Raffaele e unico colpo piuttosto oneroso fatto in estate (battuta la concorrenza di Mantova e Catania, sul tavolo 350mila euro per il cartellino più un contratto importante), il regista sudamericano avrebbe dovuto trascinare la Salernitana a suon di assist, dribbling e verticalizzazioni, proprio come richiede il gioco dell’allenatore.

E invece Capomaggio, al pari di quasi tutti i compagni di reparto, appare lento, macchinoso, prevedibile, talvolta troppo falloso o poco lucido al momento della giocata finale. Si sperava che i due gol realizzati all’Arechi nell’ultima gara del 2025 potessero dargli una carica in più e rivitalizzarlo in vista del girone di ritorno, ma a Siracusa è andato da subito in grossa difficoltà soffrendo la maggior rapidità degli avversari. Nelle settimane precedenti Raffaele ha lavorato molto sul 4-2-3-1 immaginando il suo avanzamento sulla trequarti, con due mediani di interdizione a far legna proteggendo la difesa. Lunedì, per cause di forza maggiore, tornerà nel terzetto di centrocampo in un 3-5-2 che lo vedrà agire da mezzala con licenza di offendere.

All’occorrenza Capomaggio può giocare anche da difensore centrale, essendo molto strutturato dal punto di vista fisico e bravo nel gioco aereo. La dirigenza fu chiara qualche tempo fa: “Bisogna valorizzare i giocatori che abbiamo a disposizione, senza pensare che le soluzioni arrivino sempre dal mercato. Capomaggio va sfruttato meglio”. Frase che non passò inosservata, visto che Raffaele è quello che lo ha aiutato più di tutti in carriera e che dunque sa come e dove impiegarlo. Tuttavia, con un centrocampo compassato e non particolarmente dotato dal punto di vista qualitativo, è il numero 5 a pagarne maggiormente le conseguenze. Ma nulla giustifica un rendimento ben al di sotto delle premesse iniziali. E se non si determina in C vien difficile pensare si sia pronti per il salto di categoria.

Sezione: News / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 18:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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